Figlio rifiutato e padre mancato, la storia di Davide nel romanzo ‘Vento fresco’ di Felicia Lione

Infante viaggi

Davide è padre e figlio sospeso. Sospeso tra il bisogno di conoscere la sua vera madre e la necessità di guardare avanti nella speranza di avere un figlio. Una sentenza che lo condanna a un dramma doppio: quello di figlio rifiutato e padre mancato. Due storie parallele, due speranze che si abbracciano nella disperazione e nell’emozione dell’imprevedibilità della vita che è «vento fresco, spalanca le finestre, smuove tutto, porta via la polvere dei giorni passati».

Felicia Lione, architetto di Morigerati, arriva negli scaffali in libreria e online con “Vento Fresco”. Un esordio letterario che porta con sé il potere della parola. Respira, trascina. La scrittura scorrevole e delicata esplora il lato forte e tenero di un uomo di cui è impossibile non rimanere affascinati. Il personaggio di Davide è filo conduttore della narrazione, sinuosa e accattivante, messa nero su bianco dall’autrice cilentana. Si riesce a percepire il rumore del fiume, a vedere il colore delle pietre medievali che abbracciano Serice, ad avvertire la freschezza dell’aria di collina.

Un viaggio lungo le strade strette e medievali di un borgo cilentano lascia il lettore in apnea per 144 pagine, lungo una narrazione aggraziata e ipnotica che regala al lettore la fotografia di un figlio che sente la presenza della madre in uno sguardo che neppure conosce e di un padre che sa essere grembo caldo di un figlio che ancora non c’è. Un finale appassionato e disperato, che si squaderna in righe di vissuto e di immaginato, e che si svela pagina dopo pagina solo a chi ha il dono di saperlo accogliere.

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