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Marina di Camerota, parchi divertimento distrutti. Le lamentele dei genitori:”Che degrado!”

di Luigi Martino

E’ una giornata di sole, fa molto caldo nel piccolo centro costiero cilentano e soprattutto le scuole sono chiuse. I papà sono a lavoro, mentre le mamme approfittano del clima e delle ‘ferie’ dei propri figli, per portarli al parco divertimenti in zona porto. Altre coppie “mamma-figlio”, si dirigono dall’altra parte del paese. Sul piazzale della Calanca, lì dove è situato il secondo parco giochi.

Certo che parco giochi, giostrine o parco divertimento sono proprio parole grosse. Nulla all’interno di queste aree di svago è utilizzabile al cento per cento. Nulla che fa parte di questi giardinetti in riva al mare è privo di pericolo. Quello in zona porto è sorvegliato dalla statua della Madonna, forse unica cosa curata e intatta che possiamo notare. Stessa identica cosa in zona Calanca, anche lì una statua, stavolta ritrae Padre Pio da Pietralcina, sorveglia l’area gioco ed è curata al meglio e piena di fiori e corone di tutti i generi.

Molto probabilmente queste due figure sacre hanno fin’ora evitato che qualcosa andasse storto, che qualche bimbo accompagnato con il solo scopo di giocare, si fosse fatto male cause gli infiniti pericoli presenti in questi spazi. Ad esempio, per citarne alcuni, le catene che dovrebbero mantenere salde le altalene sono vecchie e arruginite, qualcuna anche riparata sicuramente da qualche genitore premuroso. Gli scivoli non sono per niente stabili e le tavole di legno delle torrette sembrano che possano cedere da un momento all’altra. I chiodi sporgenti non si contano più come la sporcizia che non si quantifica. L’erba troppo lunga da’ l’idea di uno spazio trasandato.

I pericoli sono molteplici, ma nel caso di incidenti chi si assumerà le colpe?

Ai posteri l’ardua sentenza, intanto nasce il malcontento sul social network Facebook, dove diversi cittadini postano foto e commentano indignati:”Che vergogna, ma non si rendono conto in che stato è il paese? Sanno solo fregarsi i soldi…”. Altri genitori preoccupati si sfogano:”Ormai sono anni che e’ cosi, condividete le immagini che forse qualcosa la fanno”.

A noi non resta che sperare che nessuno si faccia mai del male e, a questo punto, invocare la Madonna e Padre Pio sperando che continuino a sorvegliare i bambini che vorrebbero divertirsi come fanno i loro piccoli coetanei in tutti i paesi del mondo.

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Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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