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Polla. Dopo la presentazione del libro ecco l’intervista a Lucia Giallorenzo autrice de I “Miei” Santi

di Lucia Cariello

Dopo la presentazione del libro “I miei Santi”- Nel cuore dei devoti del territorio Salernitano il Giornale del Cilento incontra ed intervista l’autrice, Lucia Giallorenzo.

Un’intervista come si suol dire “a cuore aperto” che tocca le corde più intime dell’essere umano, il suo rapporto col “Sacro”.

Ecco l’intervista:   

 

Ciao Lucia e grazie per l’intervista

D)Allora quando e come è nata l’idea del libro I “Miei” Santi?

R)Concluso il progetto de “La Città” del 2007 ho notato che l’intero lavoro sarebbe finito in copie di giornali consegnati al passato e da lì l’idea di riprenderli, sistemarli, raccoglierli in un libro, aggiungendo riflessioni, curiosità e aneddoti.

D) Da storica noto una attenta analisi delle fonti storiche e letterarie, lo possiamo definire un testo storico – religioso?

R)Certamente, anche se definirlo in tal modo rende il testo più impegnativo mentre, in fondo, è stato pensato come prontuario devozionale anche per i devoti part-time, quelli che si ricordano dei santi nelle necessità.
 
D)Cosa è la santità per Lucia Giallorenzo?
 
R)E’ il vivere nella grazia, in un rapporto personale ed intenso con Dio, il relazionarsi con gli altri in uno stile di comunione, avere la semplicità del cuore.
 
D)È possibile tracciarne dei canoni precisi?
 
R)Fortezza nelle asperità della vita, serenità di coscienza e sguardo in Alto, riconoscendo la propria pochezza ed il potere della grazia.

D)Oggi assistiamo ad un’evidente crisi spirituale una perdita di quel sentimento religioso che ha permeato i nostri genitori e prima ancora i nostri nonni, è forse dovuta allo stato di crisi che sta attraversando anche la Chiesa Cattolica?
 
R)Come ho scritto nella prefazione – i santi per diventare santi non si sono guardati attorno- allora, parlare di crisi può diventare un alibi per la coscienza cristiana di ciascuno a conformarsi alla mentalità di questo mondo. La Chiesa non è costituita solamente dalla gerarchia ecclesiastica ma anche da tutti i battezzati per cui, a mio avviso, non si deve generalizzare sulla crisi che sta attraversando la Chiesa Cattolica. Chi crede in modo autentico deve essere un profeta di speranza, annunciare la redenzione possibile nel cuore dell’uomo e nella società nella piena consapevolezza di essere un membro della Chiesa di Cristo.
  
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