Cilento, tre anni di bilanci: Florio chiude con oltre 1mln di euro di multe e centinaia di salvataggi

Gli ultimi tre anni: una stangata. Così potrebbero essere riassunti gli ultimi anni per la Guardia costiera di Agropoli, sotto il comando del capitano di corvetta Rosario Florio. Il bilancio di questi tre anni di lavoro vede sanzioni amministrative per un ammontare di circa un 1.316.000 euro e 1250 verbali redatti. Per quanto riguarda le informative trasmesse alle competenti procure della Repubblica queste sono state nel complesso circa 150 con il compimento di circa 60 sequestri penali.

Nel complesso risultano essere stati sottoposti a sequestro penale e/o amministrativo, con relativa confisca, attrezzi da pesca per una lunghezza di circa 20 chilometri in quanto non conformi alla legislazione comunitaria e nazionale in materia di pesca. Durante questi tre anni in materia penale l’ufficio circondariale marittimo di Agropoli ha portato a conclusione la complessa indagine denominata «Tripodi». I tripodi sono strumenti atti ad inibire la pesca a strascico sotto costa e posizionati nel tratto di mare antistante il porto di Agropoli. L’indagine è stata svolta sotto il diretto coordinamento della procura della Repubblica di Vallo della Lucania e della procura regionale delle Corte dei Conti, per le connesse responsabilità di carattere amministrativo e contabile, nel corso delle indagini sono state ipotizzate una serie di fattispecie delittuose in quanto i tripodi posizionati non corrispondevano per numero a quelli da progetto.

In materia ambientale rilevante è stata l’attività investigativa compiuta per la protezione dei corsi di acqua con l’accertamento delle connesse responsabilità penali a carico di oleifici che sversavano i reflui delle attività di lavorazione direttamente nei corsi d’acqua e a carico di alcuni imprenditori locali che utilizzavano i propri terreni quali discariche abusive.    

Amministrativamente l’ufficio ha rilasciato circa duecento provvedimenti abilitanti alla navigazione marittima tra patenti nautiche e titoli professionali marittimi, mentre per le rimanenti pratiche amministrative, comprese tra iscrizione/cancellazione dei marittimi, convenzioni di arruolamento, pubblicità navale, iscrizione/cancellazione del naviglio e certificati di sicurezza rilasciati, queste ammontano a circa trecento. «Ma il compito principe del corpo – ha chiarito Florio – è sicuramente quello del soccorso». In questi tre anni le motovedette dipendenti e i gommoni dislocati nei sorgitori più piccoli hanno compiuto novanta missioni di soccorso con il salvataggio di 250 persone in pericolo nelle acque del Cilento, da Agropoli ad Ascea.

©Riproduzione riservata