Un pezzo di Venezuela nel Cilento a “Moio incontra Caracas”: musica, arte e dialogo interculturale tra il Cilento e l’America Latina

È senz’altro un evento unico quello che oggi e domani avviene a Pellare, nel comune di Moio della Civitella, cuore del Parco Nazionale del Cilento, Diano e Alburni, grazie al Comune e all’associazione Araguaney. Una due giorni di musica, arte e dialogo interculturale tra il Cilento e l’America Latina e in cui è atteso il console generale e vice decano del Corpo Consolare della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Bernardo Borges, a rappresentare lo storico legame che unisce il comune cilentano e il Venezuela. Una emigrazione che, iniziata nel secolo passato, ha portato tantissimi abitanti del comune di Moio della Civitella nel Nuovo Mondo, contribuendo, con il loro duro lavoro, allo sviluppo e alla crescita di un Paese bello, ricco e interessante.

Il 5 e 6 luglio verrà svolto un servizio di pratica consolare nel comune cilentano, operazioni come quelle di iscrizione al Consolato, censimento, nulla osta del matrimonio, ma anche nulla osta per il trasporto dei propri defunti. Si tratta di una serie di servizi che, in maniera del tutto straordinaria, verranno tenuti nel comune amministrato da Antonio Gnarra e che per la prima volata dà il via alla consegna ed elaborazione di una numerosa serie di documenti. Autorizzazioni per il viaggio dei minori, la legalizzazioni di documenti o l’autorizzazione del passaporto, atti che usualmente richiedono l’elaborazione negli uffici consolari.

Il 5 luglio la V Giornata con le comunità e associazioni venezuelane inizia con la messa dell’emigrante nella chiesa di san Bartolomeo in Pellare. Poi il grande evento: l’inaugurazione della piazza Simon Bolivar presso il centro di Pellare e la scoperta della statua, opera del giovane artista cilentano Emanuele Stifano, dedicata al Libertador di ben 5 Paesi latini, Bolivar. Il sindaco Gnarra incontrerà le autorità diplomatiche della Repubblica del Venezuela e inizieranno le pratiche consolari presso il comune. Nel pomeriggio il console generale e vice decano del Corpo Consolare della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Bernardo Borges parlerà presso l’antica chiesa di san Bartolomeo del processo rivoluzionario e del diritto del lavoro ottenuti dal governo bolivariano.

Nella serata spazio alla musica latina con ben due gruppi musicali: Alvaro Uzgategui e i Sol de Caribe di Manuel Adrian per una notte ricca di contagiosi ritmi come salsa, cumba e tanta allegria.

Il giorno 6, dopo le attività di pratica consolare mattutine e pomeridiane, alle 18, presentazione del film documentario ZamoraTerre e uomini liberi, presso l’antica chiesa di san Bartolomeo.

Simon Bolivar,
(Caracas, 24 luglio 1783 – Santa Marta, 17 dicembre 1830), fu un generale, patriota e rivoluzionario venezuelano, che fu insignito del titolo onorifico di Libertador (Liberatore) in ragione del suo decisivo contributo all’indipendenza di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela. Fu, inoltre, presidente delle repubbliche di Colombia, Venezuela, Bolivia e Perù.
È  chiamato “il George Washington del Sud America” per la parte avuta nella liberazione di tanti Paesi dalla dominazione spagnola. Pochi personaggi politici hanno avuto un ruolo importante come il suo, che ha cambiato la storia di un intero continente.
Nacque nel 1783 a Caracas, in Venezuela, da una famiglia aristocratica di origine spagnola. Orfano all’età di nove anni, durante il periodo della sua formazione fu fortemente influenzato dalle idee e dagli ideali dell’Illuminismo francese.