Arte e omosessualità, la performance di Felice di Oz come in un autoscatto di Man Ray (FOTO)

Sembra uno scatto alla Man Ray: la maschera, la personalità velata, doppia, l’emozione. Ma il significato delle immagini della performance art di Felice di Oz prova a toccare un tema talvolta usurato, che ogni tanto riaffiora con insistenza e sul quale ancora si cerca di capire perché risulti un tabù. L’arte però parla una lingua diversa, che si eleva da quella comune e può quasi dire ogni cosa. Ecco perché Felice Pugliese, conosciuto nel Cilento anche con il nome di Felice di Oz, ha scelto l’immagine per provare a raccontare l’omosessualità.

«Un tentativo – spiega – di comunicare con il mondo circostante, su un tema che in alcune zone del mondo sta degenerando, mentre nell’angolo dell’Europa conosciuto in tutto il globo come custode della cultura e dell’arte sembra essere ancora un tabù. Il timore, come il ribrezzo, è ancor più amplificato su un territorio vuoto di contenuti come il nostro, dove le istituzioni danno importanza solo alla raccolta voti senza seguire temi di vitale importanza».

«L’omosessualita – continua Felice – è un fatto, un orientamento sessuale, una questione di attrazione verso un prossimo, non un assassinio, non un furto, nè un sopruso. Anche nel nostro territorio si vive l’omosessualita, ed è ingiusto che si viva come un disagio soffocante, costretti a nascondere il sentire di una propria identità, a causa dell’indifferenza e della stupidità. Preoccupiamoci piuttosto dei disonesti, dei malfattori, degli sfruttatori, che non sono malati immaginari, piuttosto delinquenti autorizzati».

Nella performance art, realizzata in collaborazione con Alice Pugliese, al trucco, e Costanza Fara, alla fotografia, Felice di Oz spiega che non puo far male la voglia di amare liberamente. «Con questa performance  – dice – voglio dire a chi vive male l’omosessualità di sentirsi liberi, di lottare per la propria libertà. Non vergognatevi, non abbiate paura del giudizio, vivete l’espressione del vostro essere».

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