Maxi sequestro della Finanza in Cilento: nei guai due fratelli, sigilli su 17 case e 6 terreni

I finanzieri della compagnia della Guardia di finanza di Agropoli, coordinati dal procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo e dal sostituto procuratore, Alfredo Greco, hanno eseguito la confisca disposta dal tribunale di Salerno su numerosi beni immobili, veicoli e disponibilità finanziarie intestate a due fratelli, già titolari di istituti scolastici paritari di Agropoli, Laureana Cilento e Ceraso, giudicati ‘evasori fiscali abituali’.

Il sequestro è arrivato al termine di un procedimento di prevenzione a loro carico, iniziato nel 2013. La capillare ricostruzione delle attività dei due soggetti, effettuata dalle fiamme gialle di Agropoli, ha permesso al tribunale di rilevare la loro «pericolosità sociale» attuale, tant’è che per i prossimi due anni è stata emessa nei loro confronti una misura di prevenzione personale di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. In particolare, è stata sottolineata «la propensione a delinquere», hanno candidamente ammesso ai giudici di aver evaso il Fisco in modo sistematico nel corso degli anni, per provare a giustificare l’accumulazione di un ingente patrimonio immobiliare nel Cilento, nonché di investimenti finanziari per 1,7 milioni di euro, pur avendo annualmente dichiarato redditi nulli o esigui.

I due fratelli sono stati qualificati come «delinquenti abituali», per i diversi precedenti e pendenze per reati associativi e contro la pubblica amministrazione: gravi reati fiscali e di bancarotta fraudolenta, abusivismo edilizio, abusivo porto di armi, violazione delle prescrizioni di sorveglianza speciale, violazione agli obblighi di dimora e danneggiamento. Erano già finiti agli arresti domiciliari nel 2013, nell’ambito delle operazioni ‘Scuole fantasma’ nella quale erano stati denunciate 132 persone, tra cui coordinatori didattici, docenti, assistenti amministrativi e studenti provenienti da diverse regioni d’Italia, in seguito all’emersione delle reiterate condotte truffaldine ai danni dello Stato e del ministero dell’Istruzione, realizzate – a detta degli inquirenti – dall’associazione delinquenziale di cui erano a capo, attraverso i due “diplomifici” localizzati in piccoli paesi dell’entroterra cilentano – Laureana Cilento e Ceraso – e sottoposti a sequestro nel 2012 dalle Fiamme gialle, per porre definitivamente fine alle condotte illecite.

Le dieci verifiche fiscali nei confronti dei titolari delle scuole e delle numerose società riconducibili ai due hanno consentito di quantificare gli ingenti proventi conseguiti da questa vera e propria “industria del falso” organizzata dai due fratelli, con l’emersione di oltre 5 milioni di euro sottratti a tassazione ai fini delle imposte dirette e 3,3 milioni ai fini Irap, e 730mila euro di ritenute sulle retribuzioni evase nel periodo 2004-2012. Dal complesso di accertamenti eseguiti è emerso che le loro sistematiche condotte evasive avevano generato un debito nei confronti dell’Erario pari a 5,7 milioni di euro, che ha peraltro portato alla dichiarazione di fallimento – richiesto d’ufficio dalla Procura di Vallo della Lucania e sentenziato dal tribunale locale – di due delle tre società riconducibili ai due fratelli, titolari di parità scolastica concessa dall’ufficio scolastico regionale.

Le investigazioni dei finanzieri hanno permesso di circoscrivere il complesso di beni immobili, automezzi, motoveicoli e disponibilità finanziarie riconducibili ai due fratelli, acquistati con denari di provenienza illecita negli stessi anni in cui i due evasori si erano sottratti sistematicamente al pagamento delle imposte, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali sulle retribuzioni dei docenti e del personale amministrativo assunto negli istituti paritari di cui erano titolari.

L’emersione di una evidente “sproporzione” tra i redditi dichiarati ed il patrimonio accumulato per effetto delle attività illecite investigate, valorizzato in oltre 5,6 milioni di euro ha consentito al tribunale di Salerno di disporre nei loro confronti la confisca su 17 fabbricati e 6 terreni, conferiti in un fondo patrimoniale alla fine del 2012 per tentare di “proteggerli” dai sequestri, ad Agropoli, Laureana, Torchiara e Ceraso, tra cui  3 casali di pregio, con piscina, appena ristrutturati, e numerosi appartamenti, 4 veicoli e disponibilità finanziarie principalmente investite in polizze assicurative.

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