Cadavere neonata, nessun indizio: si aspetta l’autopsia

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C’è un’ultima possibilità per far luce sul giallo dai contorni ancora troppo sfocati che vede a lavoro da oltre 36 ore i carabinieri della compagnia di Eboli, si chiama autopsia. Gli uomini del capitano Alessandro Cisternino sono in cerca di indizi. Hanno passato al setaccio tutta la zona della Litoranea. Sono state fermate e interrogate alcune prostitute. I militari hanno addirittura controllato le sponde del fiume Sele in cerca di prove. Ma fino ad ora nulla. Nessun indizio. Gli inquirenti, coordinati dal pm del tribunale di Salerno, hanno sfogliato i registri degli ospedali della provincia in cerca di anomalie. Infatti, gli investigatori, speravano di trovare il nome di una donna incinta che si era fatta visitare in clinica, ma che poi non risulta aver partorito nella stessa struttura. Se ciò fosse successo, si poteva pensare che la neo-mamma avrebbe potuto partorire per strada, in spiaggia o da qualche altra parte e abbandonato poi il neonato. Le indagini sono complicate e questo lo sanno bene i carabinieri che lo avevano precisato lunedì pomeriggio, subito dopo il ritrovamento del cadavere sulla spiaggia di Campolongo.

L’autopsia sul corpicino custodito all’obitorio dell’ospedale di Eboli non è stata ancora disposta e con molta probabilità avverrà entro venerdì mattina. I sanitari, che hanno per primi visitato il cadavere, sostengono che non sia stato in acqua per più di 30 ore. Questa fa ben sperare. Infatti il medico legale dovrebbe capire facilmente le cause del decesso. Ad oggi restano dubbi e interrogativi su come e perchè una mamma abbia potuto gettare in acqua la propria figlia appena nata oppure è possibile che quella piccola è nata già morta. Solo ipotesi per il momento che restano in piedi a fronte di nessuna certezza. Anzi, una certezza per i pm c’è: sono i tratti somatici della piccola. Quei tratti che lasciano pensare che la bambina sia di origine nord-africana. E ciò porta di nuovo ad indagare nel giro delle prostitute che affollano la fascia litoranea di Eboli.  In mezzo a tanti dubbi e a pochissimi indizi, l’unico esame che potrebbe fornire un elemento più certo per le indagini è l’esame autoptico. L’autopsia potrebbe infatti far risalire gli inquirenti ad una data, se non certa, quanto meno approssimativa della morte della piccola appena nata e finita in mare.

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