La Mingardina si sgretola: ennesima frana (FOTO)

Infante viaggi

La storia si ripete da anni. Le soluzioni sono lontane. La Mingardina continua a sgretolarsi sotto gli occhi dei politici e della popolazione di due comuni succubi di un disagio che non conosce limiti. La strada principale che conduce alle due località turistiche più rinomate del Cilento è ormai tappezzata da frane e smottamenti. Dopo l’ultima ondata di maltempo, che si è abbattuta soprattutto sul territorio a sud del Parco, l’arteria ne è uscita con le ossa ancora più rotte. Tre grandi massi sono venuti giù bloccando il transito sulla carreggiata in due punti diversi. Più un’altra frana, duecento metri prima della grotta del ‘Ciclope’ andando da Camerota verso Palinuro. Ora i massi sono stati spostati a lato della carreggiata.

Sabato mattina, invece, intorno alle 11, la montagna è venuta giù per l’ennesima volta lungo l’altro tratto di Mingardina, quello che dalla stazione di San Severino di Centola conduce al bivio di Palinuro. Prima del ponte che passa sopra al fiume Mingardo, un corso d’acqua ha cambiato direzione a monte provocando una frana che ha invaso la carreggiata direzione Poderia. Questa è la spiegazione che è stata fornita ai cronisti dalla polizia provinciale giunta sul posto insieme al capitano dei vigili urbani di Camerota e ai tecnici dell’Anas. La strada non è stata chiusa. Il traffico è regolato dalla polizia locale e il cumulo di fango e pietre circondato dai birilli di segnalazione. 

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La fortuna ha voluto che nessun veicolo transitasse di lì in quell’istante, altrimenti a quest’ora avremmo sicuramente raccontato qualcosa di peggio. Fortuna che ha voluto lo stesso in decine di casi simili. Ma il pericolo è palese, talmente palese che chi di dovere dovrebbe provvedere a fare qualcosa, cercare un rimedio prima che accade quello che nessuno vorrebbe mai accadesse per poi dire: «Lo sapevamo!». La strada è ogni giorno frequentata da centinaia di passeggeri: famiglie, studenti, impiegati e mezzi di ogni tipo e dimensione. E’ il canale di collegamento principale con le altre realtà del Cilento e soprattutto la via dell’economia, del turismo. Dai palazzi di Città come i Comuni, la Provincia e la Regione, arrivano solo parole di rassicurazione e interventi arrangiati che durano poco. C’è bisogno di una soluzione definitiva. I politici chiedono addirittura che sul caso «non venga fatto tanto clamore». Chi scrive, per concludere, non vuole credere che i responsabili stiano aspettando “il morto”, come si suol dire, ma la situazione è arrivata davvero al limite.

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©Foto Luigi Martino. Riproduzione vietata

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