Nasce la prima orchestra da Camera del Cilento e Vallo di Diano

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L’Italia, patria del Melodramma, ha dato i natali ai vari Verdi, Rossini, Puccini e tanti altri compositori famosi sia nella loro epoca che nella storia della musica. Nazione che ha esportato l’opera lirica e fatto conoscere al mondo intero direttori d’orchestra come Toscanini, Abbado, Muti; vive oggi una triste realtà: le orchestre e i teatri chiudono e si mortifica la grande tradizione artistica, vanto internazionale del Paese. Purtroppo, nel settore, s’investe appena l’1,1 per cento della spesa pubblica, siamo ultimi in Europa.

Ma nel Cilento si è scommesso sull’arte musicale e sulla cultura. L’associazione culturale – musicale “La Scala di Seta” con sede a Marina di Camerota, ha avviato un progetto: costituire un’orchestra, che avrà il nome di “Orchestra da Camera del Cilento e Vallo di Diano”, con gruppi strumentali ad organico variabile a seconda dei diversi generi musicali trattati. Gli obiettivi sono: valorizzare la tradizione culturale – musicale dell’intero territorio Cilentano; divulgare le conoscenze musicali partendo dalla musica classica fino a quella moderna.

L’idea è nata dal presidente dell’associazione, il maestro Manfredo D’Alessandro (nella foto in alto): «Le professionalità musicali che esprime il nostro territorio – dice -, devono avere la giusta rilevanza. Ci sono risorse umane importanti per far sì che questo progetto nasca e cresca artisticamente. Oggi i giovani musicisti, dopo aver terminato gli studi in Conservatorio, dopo aver studiato anni ed anni, non sanno cosa fare, se non continuare a studiare: corsi di perfezionamento, masterclass, lezioni private con professori d’orchestra affermati, e poi? Poi nulla. Avviando quest’orchestra vogliamo quindi dare una possibilità in più a tutti. Per questo motivo, è stato indetto un bando di audizioni, pubblicato online, finalizzate alla costituzione di graduatorie di idonei, da utilizzare per esigenze di produzione. Riscontri molto positivi alla scadenza del bando: 250 le domande provenienti da tutt’Italia e dall’estero: Grecia, Polonia, Ungheria, Francia, Belgio, Spagna, Svizzera, Portogallo, Inghilterra e Giappone! Le audizioni – continua D’Alessandro – si terranno dall’11 al 16 settembre al teatro ‘Auditorium Parmenide’, della Fondazione ‘Alario’ di Ascea. Al termine delle audizioni, formate le graduatorie relative all’organico strumentale, si procederà con le prove d’orchestra, per la preparazione del concerto inaugurale, che si terrà a fine Ottobre 2013».

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L’incoraggiamento del giornale del Cilento L’identità cilentana richiede una laboriosa ritessitura delle sue trame antiche, che vanno poi ricucite alle espressioni contemporanee. Queste continuano ad essere partorite da un sottobosco laborioso che da sempre esprime il tumulto del riscatto e l’appetito della rivincita, in questa nostra terra. Il Cilento ha conosciuto un periodo troppo lungo di sfaldamento di quell’identità collettiva che si è dissolta nella prepotenza e, a volte, nell’arroganza dei piccoli campanili. Noi cilentani abbiamo messo in ombra i simboli che ci fanno sentire parte di una collettività robusta, abbiamo dimenticato per troppo tempo chi ci ha preceduto, uomini, donne e persino ragazzini che hanno dato la vita per la dignità della nostra gente e per la sacralità delle nostre case, in quel fenomeno che sarà definito brigantaggio e che ha disegnato i contorni di una identità culturale e geografica. Da più parti, per fortuna, si prova a rispolverare la sagoma del cilentano, il valore di una appartenenza, si tenta di ricordare alla nostra gente che prima ancora di essere condomini e inquilini del proprio piccolo edificio, paesani di ogni piccola piazzetta, di ogni piccolo borgo marino o montano, si è cilentani. Non che si appaia come gli utili idioti disposti a compiere una forzatura d’identità pur di indossare un marchio o una divisa. L’operazione del recupero di questa identità cilentana passa attraverso l’infaticabile costruzione di una impalcatura mentale, che si realizza con piccole e grandi operazioni culturali, come quella della prima orchestra del Cilento e Vallo di Diano. Questo giornale incoraggia il maestro e tutti i futuri componenti della nascente orchestra da Camera e li ringrazia per essersi messi al lavoro nel cantiere che vale la ricostruzione di questa nostra identità, incuneando nella fragile architettura un’architrave solido, in grado – ci auguriamo – di sostenere le ulteriori pietre che scolpiranno il profilo nuovo del Cilento. Affinchè lo si riconosca dall’esterno c’è bisogno che noi lo si ami dal di dentro. E questi giovani ne hanno dato piena testimonianza.

Maurizio Troccoli

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