“Distinte visioni”: intervista alle Visioni Distorte e link per scaricare gratuitamente l’album

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Una band transregionale, a cavallo fra Campania e Basilicata, composta da Vincenzo la Mura (voce e chitarra), Antonio Maiuri (chitarra), Alfonso Cimirro (tastiere), Armando Arleo (basso) e Cristian Silvestri (batteria): sono i Visioni Distorte.

Il loro album, “Distinte Visioni”, è scaricabile gratuitamente dal loro sito qui.

Li abbiamo intervistati.

D: Presentatevi ai nostri lettori.
R: Siamo una band nata per caso, come la maggior parte delle band: io conosco te, tu conosci lui, l’altro pure suona, etc…

D: Da dove provengono le Visioni Distorte?
R: Geograficamente siamo sparsi tra Campania e Basilicata, ma ci siamo conosciuti all’università: anche se ormai nessuno di noi è ancora studente, possiamo dire di sentirci un gruppo profondamente legato al circuito studentesco.

D: Se doveste catalogarvi in uno o più generi per far capire meglio al nostro pubblico cosa fate come vi etichettereste?
R: Al nostro genere abbiamo dato il nome simpatico di HipRock, letteralmente rubandolo ad alcuni crossover stranieri. Ognuno di noi viene da un genere molto diverso, spaziando dall’hip hop, fino al blues… La sfida è amalgamare il tutto, ci riusciamo sperimentando, litigando e poi ridendoci sopra.

D: Come nascono i vostri brani? C’è un compositore principale o lavorate in equipe?
R: I brani nascono come un collage: qualcuno ha un’idea di base, che può essere un testo od un giro di chitarra, poi gli altri ci mettono il loro. Mbogié (Vincenzo, il cantante) ed Alfonso (sequenze) scrivono i testi. Per ragioni di sopravvivenza abbiamo dovuto imparare a lavorare anche separati, magari inviandoci le idee tramite internet per poi vederci e rimettere insieme il tutto.

D: Di cosa parlano i vostri brani?
R: Di tutto e di niente: cerchiamo di trattare i temi che ci accomunano, sempre in modo leggero. Non ci sentiamo una band “impegnata”, cerchiamo più di essere una band di persone impegnate. Uno dei temi che trattiamo di meno (quasi per nulla) è l’amore: crediamo che ormai la musica italiana sia in overbooking di canzoni d’amore.

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D: Cantate sia in italiano che in dialetto: come mai questa scelta?
R: Crediamo che il napoletano si sposi benissimo al cantato rap e sempre più se ne stanno avendo le prove anche nei giri nazionali. A volte è il pezzo stesso a decidere come sarà scritto il testo. Dobbiamo tuttavia ammettere che stiamo tentando di limitare l’uso del dialetto, puntando ad allargare i nostri territori.

D: Come state promuovendo il vostro lavoro?
R: Maggiormente in internet: siamo presenti praticamente ovunque. Cerchiamo, poi, di essere presenti il più possibile agli eventi che ci stuzzicano.

D: Ci sono differenze fra la vostra veste in studio e quella live o cercate di riportare in maniera fedele dal vivo quello che avete in precedenza registrato?
R: Dipende dalle circostanze: in alcuni casi, ad esempio concorsi o apparizioni TV, cerchiamo di essere fedeli il più possibile al disco, suoniamo col clic e sequenze, quindi è facile; quando, invece, ci sentiamo più liberi utilizziamo delle versioni “allungate” di alcuni brani con intere sezioni che nel disco non sono presenti.

D: Ci sono possibilità per le giovani band di emergere nel Cilento?
R: Tutti noi siamo giullari, serviamo ad intrattenere: nei tempi di crisi c’è stata sempre una forte richiesta di giullari. Quindi ora bisogna provarci: del resto da perdere c’è davvero poco. Ovviamente bisogna rendersi conto che c’è tanto da sudare e che spesso si lavora tantissimo per esibirsi anche solo pochi minuti: è una questione di fede vera e propria!

D: Com’è l’attuale situazione culturale cilentana?
R: Senza dubbio emergente: ogni volta che suoniamo nel Cilento ci divertiamo sempre tantissimo, anche perché con due membri cilentani ci sentiamo un po’ a casa. C’è sempre molta attenzione verso le proposte un po’ bizzarre come la nostra.

D: Progetti attuali e futuri?
R: Ora stiamo lavorando a qualche brano nuovo per un progetto in cantiere, ma senza dubbio siamo molto emozionati per le semifinali di SanremoRock che si terranno in autunno ed alle quali parteciperemo.

D: Salutate i nostri lettori.
R: Ciao ragazzi, se ci trovate in giro fermatevi: più siamo più casino facciamo!

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