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Frana la mingardina: strada bloccata, ritorna l’incubo

di Luigi Martino

Accade ogni volta che piove. Accade spesso in inverno. Accade che la Mingardina frana, la strada resta chiusa. Accade che i disagi per gli studenti si moltiplicano e anche quelli per gli impiegati e anche quelli per chi deve recarsi alla stazione. Immaginate un’ambulanza che deve raggiungere la superstrada che conduce agli ospedali di Sapri e Vallo della Lucania. Immaginate che i massi di questa notte siano piombati su un mezzo di passaggio. Immaginate una qualsiasi emergenza. Immaginiamo soltanto e incrociamo le dita affinchè non accada mai nulla di grave. Ma in quel caso chi amministra questo territorio come si sentirebbe?

L’ultimo episodio Questa notte una nuova frana ha bloccato la strada della Mingardina. E’ passata da poco la prima ora di mercoledì 15 gennaio quando due grossi massi, uno finito addirittura giù lungo la riva del fiume, sono caduti dalla montagna rimbalzando prima sull’asfalto e poi sui muretti di sicurezza a margine della careggiata nord. Auto e autobus costretti a ritornare indietro per un percorso alternativo. Caos e ingorghi lungo la strada che collega i comuni di Camerota e Palinuro alla ‘Cilentana’.

I rilievi Il geologo e l’architetto del Comune di Camerota sono stati sul posto per una prima verifica, insieme a loro il comandante dei vigili Antonio Ciociano. Ora si aspettano i rocciatori dalla Provincia che decideranno se chiudere o meno la strada a tempo indeterminato. Anche perché, dopo la frana di stanotte, c’è stato un altro smottamento in mattinata, di minore entità, ma indicativo del fatto che il costone non sia sicuro.

«Soldi spesi e niente soluzioni» In questo momento sul posto sono presenti due addetti provinciali che regolano il traffico e tengono sotto controllo la situazione. Uno di loro esclama: «In questi anni sono stati spesi un sacco di soldi, con tutte quelle monete facevano prima a costruire delle gallerie aperte nei punti più rischiosi». La soluzione non è semplice da individuare. Da palazzo Sant’Agostino gli assessori provinciali fanno sapere che «non ci sono soldi per agire a arginare il pericolo». La strada, almeno per il momento, resta chiusa.

Rocciatori Sono attesi i rocciatori della Provincia di Salerno per effettuare un sopralluogo che sicuramente non avverrà nella giornata di oggi, mercoledì. La faglia sembra ancora essere aperta e «alcune pietre – a detta dei tecnici – non cadono a valle solo perchè un albero le riesce a contere». Il pericolo è incombente.


Qualcuno è passato C’è stato un momento di caos nei pressi della frana. Qualcuno ha aperto al traffico la strada, all’incrocio del bivio con la variante del ‘Ciglioto’, senza autorizzazione della polizia provinciale. Camion e automobili hanno transitato sotto il costone pericolante correndo un rischio non da poco. La situazione è subito stata ripristinata. Ora i tecnici attendono l’arrivo di una ditta specializzata che potrebbe chiudere la strada con dieci blocchi di cemento, cinque saranno posizionati al bivio di San Severino di Centola e altri cinque dall’altro lato della Mingardina, dove l’estate scorsa erano installati i semafori.

Strada chiusa La polizia provinciale e gli addetti ai lavori dell’Anas hanno chiuso definitivamente la strada alle 13.15 di mercoledì. Il tratto, dal bivio della variante del ‘Ciglioto’ fino all’incrocio che porta alla stazione di San Severino di Centola, resterà chiuso almeno per 24 ore. Nella mattinata di giovedì ci saranno altri aggiornamenti in merito.

Percorso alternativo Chi vuole raggiungere Camerota o Palinuro da Salerno deve uscire sulla ‘Cilentana’ allo svincolo di Centola e non Poderia. Da Sapri, invece, conviene proseguire per Policastro Bussentino, San Giovanni a Piro e poi scendere a Lentiscosa e Marina di Camerota. Da Camerota e Palinuro conviene recarsi alla stazione di Pisciotta per eventuali viaggi in treno, quella di San Severino è raggiungibile solo salendo a Centola paese.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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