La follia degli ignavi, prerogativa dei vandali, sfocia nel teppismo e nella violenza

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La follia degli ignavi, prerogativa dei vandali, sfocia nel teppismo e nella violenza

Uomini di plastica, campioni del nulla
«Oggi l’uomo si trova davanti a un bivio: può fare di questo mondo l’Inferno o un grande giardino.»(Giovanni Paolo II)

Lo spettacolo di quella natura incontaminata, e sontuosa, lo ripagava ogni volta dei chilometri consumati con fatica. Finché qualcosa cambiò. S’accorse, il nostro eroe, all’improvviso, di viaggiare tra cumuli di bottiglie di plastica e boschi ridotti in cenere. Ne aveva sentito parlare:  nei momenti di decadenza, il numero dei vandali, dei piromani, dei biechi cementificatori (che meriteranno, a parte, un’attenzione particolare), e dei matti, aumentava vertiginosamente; si moltiplicavano gli incendi e gli atti di teppismo, (ai vari livelli). Addurre colpe alla depressione economica era solo un modo per nascondere una crisi di moralità, e istituzionale, una crisi di civiltà.  Possedere meno risorse individuali, e pubbliche, in nessun caso avrebbe dovuto comportare la rinuncia ad un lavoro più scrupoloso, ad un impegno più attento, ad una  ricerca più ostinata della virtù; in nome del bene comune. Si era chiesto più volte, il nostro eroe, se per caso non stesse infelicemente impazzendo, dal momento che, a vedere il degrado fosse solo lui, e a vedere e le bottiglie di plastica, e i divani di plastica, e le incongruenti buste d’amido biodegradabile, ricolme di NON biodegradabile plastica, ai margini delle strade e nei boschi, in quantità “industriali”, fosse ancora soltanto lui. Si era chiesto più volte se per caso non avesse le allucinazioni. Cercò, per questo, di modificare il suo punto di vista, e di guardare le cose da un’ angolazione diversa, meno drammatica, per così dire, seguendo i dettami della Terapia-Cognitivo-Comportamentale, per conquistare un poco di serenità, e di pace, persuadendosi che, “l’Uomo estrae il petrolio dalle viscere della Terra e semplicemente lo trasferisce al di sopra della Terra sotto forma di bottiglie di plastica e imballaggi di plastica senza per questo commettere scelleratezza alcuna, giacché in natura nulla si crea e nulla si distrugge”. Così il nostro eroe. Il suo, era un tentativo estremo, per giustificare la presenza di corpi estranei e nocivi laddove NON sarebbero dovuti essere; a stravolgere gli… equilibri, e l’armonia. Era un tentativo estremo per contrastare un sentimento profondo di sdegno e impotenza. Finché un giorno scoprì che il fenomeno dell’abbandono delle bottiglie di plastica, ed altro, nell’ambiente, lungo le strade e le autostrade, in abnorme quantità, la mancata rimozione e il mancato stoccaggio, non erano allucinazioni, e costituivano un problema reale,  e concreto, e tangibile, che stazionava ormai da tempo, insoluto, sul tavolo di contemplativi e immobili, funzionari dell’A.N.A.S., degli Enti di manutenzione: Provincia, Comuni; fin sul tavolo dei contemplativi e immobili, capi-squadra ed ultimi operai. A quel punto, non fu difficile riconoscere, nella “follia dell’ ignavia” che distoglieva gli Organi Preposti dal  proprio lavoro.., anche solo di routine, per un immediato rimedio, quella stessa “follia dei  momenti di decadenza”, prerogativa dei Vandali, che  sfociava negli atti di teppismo e nella violenza, nello spregio assoluto dell’uomo e dell’ambiente. Tutt’ora, gli Enti Preposti si “scusano per il disagio, e stanno lavorando per noi” trastullandosi a quel tavolo, in una falsa questione d’ assegnazione di competenza, per la rimozione delle bottiglie di plastica e dei rifiuti, abbandonati lungo le strade, e nelle confinanti aree boschive. Di essi, si potrebbe ripetere quanto già detto di capi e profeti neghittosi:” I guardiani sono tutti ciechi, non si accorgono di nulla. Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare, sonnecchiano accovacciati, amano appisolarsi …”. Per contro, ancora oggi è possibile vedere, con un poco di fortuna, nelle più miti giornate, lungo le strade, il nostro eroe, mentre ingaggia da solo, la impari lotta, e raccoglie e  stipa nel cofano della propria station-wagon… bottiglie di plastica; e pensare che sarebbe possibile non produrne. Con la faccia irrigidita per il continuo stupore e la bocca aperta, è possibile vederlo, mentre rimugina del come e perché gli  uomini (specialmente quelli responsabili del degrado), conservino un certo grado di libido e ancora riescano a “ramazzare” all’interno delle proprie tane,  ignorando beatamente l’immondizia che preme dall’ esterno, come se l’esterno, appunto, appartenesse alla realtà di un altro pianeta.
                                                                                                                                           Romeo Giusti

 

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