Bambini maltrattati a scuola, una maestra ritorna in libertà e l’altra a insegnare

Lunedì mattina è stata depositata una sintesi delle audizioni dei piccoli alunni della scuola primaria di Caselle in Pittari finita sulle prime pagine della cronaca nazionale per alcuni filmati diffusi dai carabinieri della compagnia di Sapri. Le immagini ritraevano punizioni definite «severe» dagli inquirenti, mentre  i bambini di età compresa tra i 6 e i 10 avrebbero subito dalle maestre schiaffi e tirate di capelli, secondo la ricostruzione di chi indaga. La mattina del 23 maggio scorso i carabinieri di Sanza hanno arrestato la maestra Rina Lovisi e sospeso la collega Rosa Fiscina per i presunti maltrattamenti sui minori. Gli avvocati difensori hanno avanzato da subito una richiesta di revoca delle ordinanze appellandosi al Riesame di Potenza. L’avvocato Franco Maldonato, che difende Rosa Fiscina, aveva sottolineato la «poca attendibilità» dell’audizione effettuata da carabinieri e non da personale specializzato, e aveva presentato richiesta di incidente probatorio per ascoltare i piccoli in maniera «più codificata». Il difensore di Lovisi, invece, ha presentato la richiesta di revoca dei domiciliari per la maestra. Entrambe accolte.

Lunedì mattina, infatti, il tribunale della Libertà di Potenza ha revocato la sospensione di due mesi dal servizio per Rosa Fiscina accogliendo, in questo modo, la richiesta avanzata dal legale cilentano. «Il tribunale – si legge nell’ordinanza – in accoglimento dell’appello, annulla l’ordinanza impugnata, limitatamente alla posizione di Fiscina Rosa». Rina Lovisi, invece, è tornata in libertà perchè, sempre il Riesame, ha sostituito la misura dei domiciliari col divieto di avvicinamento agli alunni e alla scuola.

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