Riscoprendo i sapori del Cilento: la capra Cilentana alle notti di Mezzaestate

Infante viaggi

Si giunge alle porte del paese per una rilassante passeggiata lungo corso Europa. Si arriva in cima dove una madonnina apre ad un piazzale con 4-5 tavolate. Il viaggio che ci ha portato qui ci ha ricondotti nel passato, non molto lontano, del Cilento che viveva di zappa.

Un po’ di musica folcloristica e tanta saggezza popolare. Al tavolo una 20 di persone tra parroco del paese, giornalisti, qualche autorità locale ed esperti del settore. Così, durante le notti di Mezzaestate inizia la degustazione della capra cilentana a Cannalonga, la regina della Fiera della Frecagnola.

Ed ecco una breve presentazione su quello che è il formaggio di capra cilentano, su come apprezzare tutte le sue proprietà. Si procede con fusilli col sugo di carne, soffritto, melanzane ripiene e polpette di carne, tutto a base di capra cilentana accompagnata da buon vino cilentano. Molti dei presenti erano alla prima degustazione di un intero menù a base di capra e, a giudicare dai commenti, la prima di una lunga serie.

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L’occasione è buona per presentare e promuovere il progetto tanto caro a Mimmo Pizzolante, presidente del’ente Fiera della Frecagnola: la realizzazione di un allevamento per la tutela e la salvaguardia della capra cilentana. La capra Cilentana, fulva, grigia e nera, oggi minacciata di inquinamento genetico operato negli ultimi anni dagli stessi allevatori.

«E’ una razza in via di estinzione – spiega Pizzolante – appartiene al protocollo Rare (razze a rischio di estinzione). E’ importante tutelare la capra Cilentana per un discorso di salvaguardia della biodiversità e perché no, per le caratteristiche organolettiche della sua carne e dei suoi  prodotti, latte e formaggi».

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