San Giovanni a Piro, gestione dei parcheggi sospetta: nove indagati insieme al vice sindaco

Avrebbero invitato imprese di comodo per far sembrare lecita una gara di pubblico incanto che invece lecita non sarebbe stata. Il tutto con l’unico obiettivo di affidare alla società cooperativa sociale Albatros, risultata priva dei requisiti di legge necessari e di cui sono soci i parenti di alcuni componenti della lista di maggioranza “Paese Vivo” tra cui la futura cognata di un consigliere di maggioranza eletto, la concessione delle aree di parcheggio custodito nella frazione rivierasca di Scario durante la stagione estiva. A conclusione dell’indagine preliminare su due appalti del Comune di San Giovanni a Piro, vinti sempre dalla Cooperativa Albatros, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Renato Martuscelli, ha emesso dieci avvisi di garanzia per le seguenti ipotesi di reato: falso ideologico in atto pubblico, abuso di ufficio e turbativa d’asta.

Le persone indagate sarebbero il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di San Giovanni a Piro, Gerardo Raffaele Laino, il presidente della cooperativa Albatros, Gaetano Antonio Napolitano, poi Carlo Palumbo, marito dell’attuale sindaco Maria Stella Giannì, il vicesindaco Alberto Astone e i soci della cooperativa stessa. Per Laino, Cetrangolo ed i soci di Albatros l’accusa è di abuso d’ufficio in concorso tra loro. Per i soli Laino, Napolitano, Astone e Palumbo di turbativa d’asta e il responsabile dell’UTC è indagato anche per falso ideologico in atti pubblici.

L’episodio risale ai primi mesi estivi dell’anno 2010. Secondo chi indaga, «Laino, dopo aver invitato alla gara d’appalto un numero di cooperative indicate da Palumbo ed Astone, affidò il 14 luglio 2010 in concessione in uso temporaneo le aree comunali di Scario adibite al parcheggio con custodia alla Albatros, unica vera partecipante alla gara, senza che la stessa avesse, però, fatto pervenire polizza fideiussoria di 13600 euro, e senza che la stessa risultasse iscritta all’Albo nazionale delle cooperative istituito dall’allora Ministero delle Attività Produttive ed a quello regionale delle cooperative sociali». Il contratto con Albatros fu stipulato il 15 luglio 2010. Dai fascicoli delle indagini si legge anche che «Laino attestò falsamente di aver svolto regolarmente la gara d’appalto aggiudicata alla società Albatros. Alla stessa, pur non avendone i requisiti di legge, Laino affidò fino al 31 ottobre del 2010, per un compenso di 38000 euro, anche la gestione dei servizi portuali nell’ambito degli specchi d’acqua in concessione al Comune di San Giovanni a Piro».

L’inchiesta è partita nel 2010, dopo la denuncia presentata dai consiglieri di opposizione Ferdinando Palazzo e Felice Gagliardo. Intervenuta al Tg di 105tv il sindaco Maria Stella Giannì ha tenuto a precisare: «Mio marito Carlo Palumbo non è assolutamente socio di alcuna cooperativa».

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