La Costa del Cilento ed un paesaggio immaginato: perché le bellezze del paesaggio non siano temporanee.

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Quando negli anni Venti, Benedetto Croce si fece promotore di una legge per la tutela del ‘Bel Paese’, propose per il paesaggio una definizione che andrebbe rispolverata. Essa identificava nel concetto di ‘quadro naturale’ la qualità estetica del paesaggio. Era l’osservatore che riconosceva un valore qualitativo, ‘virtualmente emozionale’, nel godimento del paesaggio. È questo era il valore che si intendeva tutelare e conservare.
In un recente lavoro di Bernard Lassus, Paola Capone e Costabile Cerone, si propone all’attenzione di studiosi ed amministratori, una differente ipotesi di restauro di un piccolo tratto della nostra splendida costa cilentana, tutto teso alla tutela di quel valore. Bernard Lassus (Chamalieres, Francia, 1929), diplomato all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, è uno dei più noti ed importanti paesaggisti europei. Da anni è impegnato nella valorizzazione del paesaggio sia in qualità di docente universitario che  come consulente ed, in interventi pubblici e privati, ha spesso dedicato la sua attenzione al disegno delle infrastrutture territoriali. Docente di profilo internazionale, Lassus ha formato molte generazioni di studiosi e di progettisti del paesaggio, presso la facoltà di architettura di Paris La Villette,  ha creato il DEA “Jardins, Paysages, Territoires”, autentica palestra delle menti più vitali d’Europa. In Italia, a Venezia è stato docente e membro del comitato scientifico del Master di II livello “Architettura della strada”. Per la sua produzione scientifica, per gli esiti dell’attività di progettista e particolarmente per quella dedicata al tema del progetto del rapporto tra paesaggio e infrastrutture stradali –  ha redatto il progetto paesaggistico di numerose autostrade e, tra gli ultimi, dell’uscita Chamonix-Tunnel del monte Bianco –  nel 2005 è insignito dal governo francese del titolo di Chevalier de la Légion d’honneur. Di recente, egli ha rivolto la sua attenzione anche alla Costa del Cilento, sollecitato e coadiuvato nelle sue ricerche da Paola Capone e Costabile Cerone. I risultati delle loro idee progettuali, pubblicati in un volume per Areablu edizioni, ci consentono di vedere, se pur attraverso una ricostruzione virtuale, un angolo di costa armoniosamente incastonato nella macchia mediterranea. Il volume è diviso in cinque sezioni: la prima illustra le componenti culturali fornite a Bernard Lassus per conoscere la storia dei luoghi nei quali avrebbe dovuto ricadere il suo intervento. La seconda e la terza parte testimoniano, anche attraverso un ricco repertorio fotografico, il luogo iter progettuale per il recupero di un parco situato sulla costa cilentana ed evidenziano il rapporto tra il progetto e le coordinate teoriche che costituiscono il pensiero e l’operare del grande paesaggista francese, con una sintesi della documentazione di Bernard Lassus presentata agli organi istituzionali. L’ultima sezione presenta il lavoro di sintesi dei due architetti con l’illustrazione del progetto esecutivo redatto dall’architetto Costabile Cerone. Questa riflessione è già una scommessa, almeno virtualmente vinta, per la costa del Cilento che, inserita nella lista del Patrimonio Mondiale, come esempio di parco culturale, avoca a sé una attenzione al paesaggio di più ariosa natura, con interventi che possano valorizzare realmente lo spessore delle nostre originarie memorie. 
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