Vallo della Lucania, resta l’ambulanza con medico a bordo ma i problemi non finiscono

All’ospedale ‘San Luca’ di Vallo della Lucania non verrà soppressa l’ambulanza di tipo ‘A’. Anche se nei giorni scorsi è stata presa in considerazione l’opzione di rinunciare all’ambulanza con medico a bordo, chiamata solo in casi di estrema emergenza, è stato infine deciso di mantenere disponibile il servizio. Potrebbe sembrare, senza dubbio, un’ottima notizia: maggiore sicurezza per i cittadini ed un passo avanti nel campo della sanità cilentana, ma non è così. Dietro questa scelta sono sorti diversi problemi. In primo luogo il rompicapo secondo il quale il mantenimento del servizio determinerebbe tagli in altri settori dell’offerta sanitaria del nosocomio di Vallo della Lucania, ma di questo ne sono all’oscuro tutti, o almeno quasi. Insomma, una scelta è tale proprio perché comporta la rinuncia delle altre opzioni offerte. A spiegarlo meglio, intervistato dal Giornale del Cilento, è stato proprio il segretario delle politiche Socio-Sanitarie dell’Uilfpl, Biagio Tamasco.  

«Gli interventi che potevano essere eseguiti con continuità – spiega Tamasco –  non vengono più eseguiti perché non si è riusciti a risolvere il problema del personale professionale, notevolmente scarso. Gli anestesisti sono sempre gli stessi e se devono andare sulle ambulanze non possono lavorare, o essere presenti, anche in sala operatoria. Per questo – continua il segretario –  la direzione sanitaria ha predisposto un piano di emergenza che ha eliminato numerose sedute operatorie allungando le liste di attesa a sfavore dei cittadini. Devono assumere, questo è il punto! Tanto un’ambulanza quanto un ospedale servono alla popolazione. Sono estremante importanti entrambi, e non si può, in sanità, far prevalere un servizio a discapito di un altro».

Tamasco ha infatti inoltrato una rettifica sia all’Asl di Salerno che al responsabile del pronto intervento di Vallo della Lucania. La questione, a quanto pare, non finisce qui. Ancora non si è riusciti a capire con quale modalità sia stato offerto e mantenuto il servizio e attraverso quali fondi venga retribuito il personale. Come se non bastasse, non è chiaro se esistano realmente progetti per il mantenimento dell’ambulanza A. Ultimo, ma non meno rilevante problema, riguarda le difficoltà emerse a causa dei nuovi orari di lavoro del personale sanitario imposti dalla normativa europea. «Gli anestesisti – ha spiegato Tamasco -, essendo pochi, non riescono a garantire tutti i servizi. Prima era possibile perché gli orari erano diversi e c’era la possibilità di sforare sull’orario di lavoro riuscendo a compensare entrambi i servizi. Ma è possibile, conclude, che si vengano limitati i servizi di un ospedale?».

©Riproduzione riservata