Camerota, mostra video pornografici a bimbi: extracomunitario accoltellato

Infante viaggi

Se un adulto è maggiorenne e consenziente, nessuno è tanto bigotto da negare la possibilità di accedere e usare materiale pornografico. Ma se questo adulto mostra i filmati a bimbi ingenui di nemmeno 10 anni, allora la cosa cambia. Un bambino non è certo in grado di discernere determinati atteggiamenti, non ha certo la maturità necessaria per distinguere realtà e finzione, e soprattutto determinate immagini possono irrimediabilmente nuocere al suo corretto sviluppo psicologico e comportamentale. Accade così che un extracomunitario che lavora lungo viale Pietro Troccoli, mostra da giorni immagini osè e video spinti ai piccoli che di sera scelgono le macchine a scontro per divertirsi. Alfredo ha 7 anni, useremo un nome di fantasia a sua tutela. E’ di Napoli, vive a piazza Dante, in zona Cavone. E’ in vacanza a Marina di Camerota con la mamma.

Alfredo da giorni non parla molto, ma piange. Le lacrime scorrono sul suo viso all’improvviso. E nessuno capisce cosa sta succedendo. La mamma prova a porgli qualche domanda, ma lui, piccolo, afferma: «Va tutto bene». Tutto bene però non va e di questo se ne accorge un’amica, una vicina di ombrellone. La donna, anch’essa di Napoli in vacanza nel Cilento, prova a parlare con il piccolo. Alfredo, forse perchè non ha di fronte qualcuno della sua famiglia, spiega tutto alla mamma del suo amichetto. Viene invitato a cena, in un villaggio, dove questa donna riesce a farlo parlare: «Il ragazzo di colore che lavora alle macchine a scontro mi fa vedere i film con le donne e gli uomini nudi – spiega Alfredo – e poi mi fa le foto mentre me li guardo». Scatta all’allarme. La donna avvisa la mamma di Alfredo. A 7 anni cosa ne sa il bambino di cosa può accadere e cosa può significare per un adulto venire a conoscenza di determinati atteggiamenti. 

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La mamma di Alfredo chiama rinforzi. Arriva in viale Pietro Troccoli sabato sera intorno alle 22. Si apposta e manda il figlio insieme ad altri bambini sulle macchine a scontro. Il ragazzo dello Sri Lanka attua ancora una volta il suo piano. Avvicina i bambini, li accarezza, li fa sistemare in cerchio e accende di nuovo il cellulare. Sullo smartphone scorrono le immagini hot di una coppia a letto. Qualche bimbo si allontana, qualcun altro è curioso e fa anche delle domande. La mamma di Alfredo è su tutte le furie. Una gruppo di adulti circonda l’extracomunitario. Nella ressa spunta un coltello. Qualcuno colpisce alle spalle lo srilankese. Il ferito scappa via. Il proprietario delle macchine a scontro chiede a gran voce di denunciare tutto ai carabinieri: «Questo qui non ci lavora più – dice – o lo denunciate voi o lo denuncio io». Alfredo torna tra le braccia della sua mamma. Gli altri bimbi corrono a raccontare tutto ai genitori.

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