Ascea: la poesia e la fotografia si incontrano nel libro “Il vento della vita” di Pietro D’Angiolillo

Il “libretto”, così lo definisce l’autore nella presentazione, intitolato “Il vento della vita”, composto da tredici componimenti ai quali fanno da sfondo immagini di paesaggi asceoti o di particolari legati ai contenuti dei testi, è il frutto di una lunga e durevole passione che ispira il cinquantenne Pietro D’Angiolillo.

“Quando all’età di 11 o 12 anni mi misi in commino sulla strada della letteratura e della poesia, mi accorsi subito della meraviglia e della straordinarietà del viaggio”, afferma infatti l’autore, che trova nei versi la continuazione “re li cunti” che la nonna gli narrava mentre si raccoglievano le olive.

Una ricerca di forme espressive, quella che anima Pietro, capaci di rappresentare la natura, la campagna, i paesaggi, le armonie e i ritmi del mondo contadino.

I versi che si susseguono disegnano o fotografano i tratti di persone care, di colori, di profumi, di sensazioni. “Cominciai a scrivere delle cose”, racconta Pietro D’Angiolillo, “nel tentativo, di descrivere, fermandolo per sempre, uno stato d’animo, un paesaggio, un evento e, in generale, tutto ciò che per me assumeva un significato particolare”.

Dunque una vera e propria passione, che si materializza in versi dietro la quale si cela un modo di essere, di sentire, di concepire la vita e il mondo.

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