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Aquara, “Il tempo del bambino e della stella” e i Kiepò in attesa del santo Natale

di Rosalia Tancredi

Da dove vengono i canti di Natale, come si cantava in Italia in attesa del santo Natale, quali erano gli strumenti musicali tipici utilizzati e le usanze che caratterizzavano questo particolare periodo dell’anno, queste alcune domande che si è posto Giandomenico Curi, l’autore del libro “Il tempo del bambino e della stella, come cantavano gli italiani il Natale”.

L’opera, nata per rivivere le antiche tradizioni canore italiane relative al santo Natale, raccoglie cantate dei pastori, novene, usanze, canti di questua del capodanno, rituali dell’epifania e rivive e fa rivivere le atmosfere natalizie che un tempo si respiravano in Italia e che ancora in alcuni paesi sono molto sentite.

Un viaggio storico, emozionale e sensoriale attraverso le regioni italiane che Curi ha ben pensato di presentare anche in Cilento, precisamente ad Aquara in collaborazione con artisti campani della musica popolare. Pietro Pisano al basso acustico e alla zampogna, Ciro Marraffa al mondolino e al mandoloncello, Paola Salurso alla voce, Raffaella Coppola alle percussioni e voce narrante e una delegazione dei Kiepò, gruppo cilentano, composta daTommaso Sollazzo alla zampogna, alla chitarra classica e alla chitarra battente, Aniello Tancredi alla fisarmonica, all’organetto e voce e Antonio Cortazzo alla ciaramella e al friscarulo, hanno suonato e cantano quelle parole, fatte di gesti, di ricordi, di attesa e incanto che animano le pagine del libro.

Pisano e Sollazzo i maestri concertatori del concerto presentato anche nella chiesa di San Giorgio a Salerno e che molto ha coinvolto i presenti, catapultati nell’aria magica del Natale attraverso i canti a distesa, le tarantelle e le melodie, i suoni delle percussioni e gli arrangiamenti musicali e la particolare sonorità di strumenti della tradizioni cilentana, quali ciaramelle, organetto e zampogne.

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