Casalinghe adescavano minorenni su Facebook per rapporti sessuali: sindaco testimone

Li adescavano su Facebook e li convincevano ad avere rapporti sessuali con loro. Vittime alcuni minorenni. Protagoniste degli abusi, invece, due casalinghe del Vallo di Diano, di 29 e 27 anni. Sono state le tempestive indagini dei carabinieri, partite dopo la denuncia di una madre, a mettere fine alle molestie sessuali delle due donne, una delle quali sposata, che sarebbero avvenute nel comune di Sant’Angelo a Fasanella. A scoprire il giro di abusi su minorenni sono stati i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Salerno, coadiuvati dai militari della locale stazione dei carabinieri. L’attività investigativa dei carabinieri è partita dalla denuncia presentata dalla madre di un minorenne. La donna – hanno spiegato gli inquirenti – aveva riferito al comandante della stazione dei carabinieri alla quale si era rivolta le sue perplessità riguardo ai comportamenti del figlio adolescente, che aveva iniziato a disinteressarsi per gli studi e ad allontanarsi da casa, anche in orari notturni, senza un motivo giustificato e soprattutto senza comunicarlo alla famiglia.

Dopo gli arresti e gli interrogatori, l’attività investigativa è incentrata sullo stato di salute mentale di una delle imputate. La 29enne è stata già condannata in abbreviato a due anni e mezzo di reclusione, mentre l’amica di 27 anni per la difesa va considerata inferma di mente. Non è dello stesso parere il pubblico ministero titolare del fascicolo. Per il pm Elena Guarino la presunta infermità è solo parziale e consente la condanna dell’imputata. Servono nuovi elementi, nuove prove e soprattutto testimonianze. Per ricostruire il quadro inquisitorio, infatti, i giudici hanno ascoltato la deposizione del sindaco di Sant’Angelo a Fasanella. Il primo cittadino è stato chiamato a deporre su quanto era stato appreso dai servizi sociali del Comune. Il processo è stato quindi aggiornato a fine mese, quando saranno ascoltati altri testi. Nel provvedimento che nello scorso novembre dispose gli arresti, il giudice delle indagini preliminari parlò di «donne incapaci di tenere a freno i propri istinti sessuali».

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