Spacciavano cocaina con Whatsapp: tre pusher nei guai

Tre spacciatori sono finiti nei guai, acciuffati dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina dopo settimane di articolate indagini. Sono accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di cocaina e hashish che smerciavano tra i ragazzi e adulti insospettabili della zona tramite l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp. Speravano, probabilmente, che tramite questo sistema gli inquirenti non si accorgessero di loro, ma non è stato così. Ai domiciliari è finito il 34enne Pietro Paladino; per Alessandro Paladino e Toni Chirichella, rispettivamente di 31 e 26 anni, il gip del tribunale di Lagonegro ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora. Gli arresti sono stati effettuati al termine dell’indagine, denominata Extra large partita ad ottobre dello scorso anno. La cocaina veniva venduta a circa 80 euro al grammo. I clienti abituali la pagavano anche 70, quelli occasionali, invece, 100 euro. I tre avevano un chilo di hashish e due grammi di coca al momento del blitz delle forze dell’ordine. Gli spacciatori non chiedevano soltanto soldi. Infatti un meccanico gli avrebbe riparato l’automobile – secondo quanto emerso dalle indagini – in cambio di una dose di cocaina. 

©Riproduzione riservata