La “Bottega del Sorriso” di Camerota a Roma con “Solidali”

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Solidai vuole dare sostegno alle persone in difficoltà per aiutarle ad affrancarsi dalla miseria fisica, morale e materiale senza distinzione di culture, etnie e religioni, attraverso la realizzazione e il sostegno di progetti condivisi anche con altre associazioni. Vuole promuovere la cultura della solidarietà valorizzando ciò che ogni singola persona, ente o associazione può mettere a disposizione degli altri.

 
La nostra compagnia nel condividere le finalità e le modalità di intervento di Solidai collabora offrendo la propria opera per la realizzazione del progetto di raccolta fondi che sarà conferito alla onlus “Sulla Strada” per aiutarli a sostenere le due case famiglia, una al Tiglio e l’altra in Guatemala.

La Bottega del Sorriso lo farà con “Bar Cafè di giorno e di notte” una commedia imperniata sul tema dell’omertà, scritta da Raffaele Viviani nel 1921 e riadattata dalla compagnia attraverso una revisione scenica e temporale voluta dal regista Catello Balestrieri.

La giovane compagnia si è cimentata finora,  per la prima volta in un’articolata tournée partendo da Marina di Camerota, aderendo a rassegne teatrali nel Cilento, seguendo col portare un contributo di sensibilità ai ragazzi dell’istituto Ferraris di Scampia e ritornando a Napoli dopo la parentesi estiva nel teatro dell’istituto Francesco Denza.

L’obbiettivo è incrementare le proprie attività, ricevere diversi riconoscimenti, offrire un contributo in termini di partecipazione ad eventi che hanno un chiaro indirizzo sociale.

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Così opera La Bottega del Sorriso. Portare avanti la linea di un teatro comico ma impegnato su importanti tematiche della vita sociale e dell’attualità, come appunto lo spettacolo “Bar Cafè di giorno e di notte”.

La commedia, essendo tra le pochissime che assumono a protagonista un luogo e non una persona, è calata nel panorama di una Napoli degli anni ottanta, nel quartiere di fronte al porto, di notte, in un bar malfamato dove si ritrovano: bari, donne da strada, scostumati, malviventi, traditori, approfittatori, emarginati, cornuti, sfruttatori ed esaltati ma anche gente onesta, racconta di persone che ogni giorno combattono per una vita pulita.

L’idea del regista Catello Balestrieri è stata quella della trasformazione dei linguaggi, non più del ventennio ma dei tempi più moderni dove il finale, a differenza del copione originale, è stato approfondito il tema sull’omertà. Un finale volutamente riscritto perché si è voluto mettere un accento forte sull’idea originaria di Raffaele Viviani che aveva trattato il tema in maniera più superficiale.

Proprio questo divario lessicale  mantiene la commedia sempre in bilico tra il dialetto dell’epoca e quello moderno, accentua ed evidenzia le differenze sociali ed il diverso carattere dei protagonisti, aggiungendo vivacità allo spettacolo senza mai perdere di vista la fedeltà al testo originario.

Il “Caffè” diventa un piccolo emblematico microcosmo, in cui si incontrano e si confrontano personaggi buoni e cattivi, a comporre quel quadro fiducioso e disincantato che sintetizza la visione di Viviani di Napoli, del suo momento storico, della classe sociale a cui apparteneva.

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