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Angelo Vassallo: arriva in libreria “Assassinio Di Un Sindaco Perbene”

di Giuseppe Galato

E’ in uscita in questi giorni in libreria, “Assassinio di un sindaco perbene”. Il libro-inchiesta, scritto dal giornalista di Repubblica e Unità, Cosimo Cito ed edito da Fuorionda. Un viaggio attualissimo e inquietante, intorno alla  storia di vita e all’assassinio, ancora irrisolto, di una delle figure più eloquenti dei nostri giorni: Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, una delle località più suggestive del Cilento, ucciso misteriosamente il 5 settembre 2010. Tante le piste ancora aperte su cui indagano gli inquirenti della Procura di Salerno, ripercorse dall’autore, con testimonianze e risvolti inediti di prima mano: dai “no”, detti da Vassallo al sistema dello spaccio, a quelli detti al sistema imprenditoriale che voleva “mangiarsi” con le consuete colate di cemento, uno dei territori più belli del Sud d’Italia. Fino all’ombra della Camorra che si allunga sulla morte di un “eroe” emblema del più alto civismo, e le ultime rivelazioni, sulla pista che collega due morti  ammazzati a Roma con l’omicidio di Vassallo: file rouge, un permesso negato per la costruzione di uno stabilimento balneare ad Acciaroli. E sullo lo sfondo, una verità scomoda, come per molti suoi predecessori, morti ammazzati, in una terra spaccata e contesa tra la malavita e uomini per bene, che semplicemente resistono, a qualsiasi costo: l’essere rimasti soli, sino all’epilogo più tragico. Un uomo, Vassallo, che non amava la politica dei partiti, nemmeno del suo, il Pd.

“Una solitudine politica e informativa. – scrive Nando dalla Chiesa nella prefazione –  Senza un leader nazionale che, saputo delle loro lotte e dei rischi connessi, vada a prenderseli sotto braccio pubblicamente per far capire che hanno dietro il governo o un grande partito politico. Senza un giornale che trovi interessante la loro storia prima che arrivi la tragedia. Poiché questo è il punto: quante tragedie si sarebbero potute evitare se le storie normali-straordinarie avessero fatto notizia mentre i loro protagonisti erano vivi? Quanti Angelo Vassallo ci sono in questo momento nell’Italia sottoposta alle rapine e alle pressioni delle organizzazioni criminali, a nord e a sud?”. Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Alberto, ed autore di “Un giudice ragazzino”, che del primo incontro con Vassallo nel 2007, in una cena ad Acciaroli assieme a Gerardo D’Ambrosio, ricorda: “Rimanemmo a cena (pesce, naturalmente) in una trattoria sul mare, fino a tarda sera. Aveva un tratto garbato e ospitale. Pensai che doveva essere proprio bravo un sindaco che riusciva a garantire al suo paese, così agognato e frequentato dal turismo d’élite, un mare tanto pulito ed equilibri tanto sapienti negli spazi costruiti. Che riusciva a fare del polmone del Cilento, una risorsa inattaccabile dalla voracità dei clan. Pensai che fosse un grande professionista illuminato. Poi, ma solo dopo che lo uccisero, seppi che era un pescatore. Grazie a Cosimo Cito per avercelo restituito nella sua grande, coraggiosa semplicità”.

Il libro

Era una splendida notte cilentana, l’aria era sottile e il profumo del mare entrava dentro l’anima, potente. L’estate finiva e insieme, fermata da sette proiettili calibro 9, la vita di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore, un estremista della democrazia, della politica del bene, del bello, del buono. Un uomo fragile e di battaglia. I troppi no, le ambizioni, i deserti, le attese e una vita scritta sulle onde e nella schiuma del mare in faccia a Pollica e Acciaroli. L’ultimo respiro è dentro un’auto grigia, ferma sul ciglio di una strada stretta, nel buio. L’incontro di due rette parallele: la bella politica e la criminalità organizzata. L’incrocio, la lotta impari, un corpo che cade. Crocifisso alla terra con sette colpi.

L’autore

Cosimo Cito (Putignano, Bari, 1981) vive e scrive a Roma. Segue calcio e ciclismo per “la Repubblica” e “l’Unità”. Per Limina ha scritto Il fantasma del Galibier – Il Tour di Marco Pantani (2010), Solitudine e bellezza del terzino sinistro (2010) e, insieme a Marco Bucciantini, Torride tristezze – Nove storie di ciclismo (2010).

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