Restaurato il capolavoro del Pavanino, l’artista conosciuto anche a Teggiano e Castellabate

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Stava per approdare in Svizzara con la complicità di nove antiquari, tutti del nord Italia, il trittico raffigurante la Madonna con Bambino e Santi dipinto da Pavanino da Palermo nel 1472. L’artista la cui ‘impronta’ è presente anche a Teggiano e Castellabate.

L’opera del Pavanino venne trafugata nel 1990 a Eboli. Da quel momento prese avvio una lunga indagine che portò i carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale a rinvenire, nel 1997, il trittico in un luogo più che insolito: la centrale del latte di Busto Arsizio. Il trittico era già smembrato in tre tronconi e pronto all’estradizione.

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Oggi l’opera, dopo essere stata sottoposta a un restauro certosino a cura della ditta di Flora Pellegrino, affiancata da Raffaella Spirito e Fabio Siniscalchi è pronta a far ritorno nella chiesa di San Biagio a Eboli da cui manca da ben 23 anni. Il recupero dell’opera è avvenuto mediante la tenica dello ‘strappo’ che consiste nell’assottigliare la parte lignea che viene poi trasportata su tela per poi ripprodare nuovamente su tavola. Si tratta di un recupero di grande importanza in considerazione del prestigio dell’opera descritta dai critici come un lavoro di ‘frontiera’ dove elementi gotici convivono con la nascente arte rinascimentale.

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