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Polla. Presentato il libro “I miei Santi” di Lucia Giallorenzo

di Lucia Cariello

Quello dei santi è un argomento complesso che suscita molte domande e necessita di tempo e spazio per cercare di rispondervi in una sola volta.
 
Iniziamo dall’etimologia

Il termine latino sanctus è il participio passato di sancio che significa: “render sacro, inviolabile, sanzionare”.
 
Differisce dal termine sacer per il fatto che implica un rito religioso.
 
La parola sanctus si applicava, nel passato, a tutto quello che era consacrato alla divinità o che rientrava nella sfera cultuale.

Inoltre indicava spesso una vita irreprensibile e costumi puri.
 
In ciò è evidente un carattere proprio non solo del santo cristiano, ma del santo in genere, che è quello di essere di Dio, di essere un uomo o consacrato al suo servizio o comunque legato alla divinità, è come se nella figura del santo si legassero il cielo e la terra.

Ogni fedele, quindi, è chiamato consacrarsi a Dio, a unire in sé il cielo e la terra ed ogni fedele è sempre, perennemente in cammino lungo questa via di santificazione.

Alcuni fedeli vengono talvolta canonizzati cosa significa?
 
Si tratta di una proclamazione solenne che evidenzia vita e virtù eroiche vissute da costoro nella grazia di Dio.
 
Questi fedeli vengono presentati a tutta la Chiesa, e anche a chi risiede al di fuori di essa, come modelli e come intercessori.

Un tempo, quindi, santi e beati erano figure quasi inavvicinabili, i grandi dottori della chiesa, (san Francesco, santa Chiara), oggi invece, si ha un concetto innovato portando agli onori degli altari persone che spesso sono ancora nella memoria dei loro concittadini, magari hanno ancora figli in vita, un marito.

Sono uomini e donne del nostro tempo, li abbiamo conosciuti, abbiamo magari diviso con loro un cammino, una breve pagina di storia comune.
 
Insomma sono santi della “porta accanto”.
 
Ed ecco, allora, il messaggio: la santità non è un dono riservato a pochi.

Tutti possiamo aspirare a questo traguardo, perché è una meta alla nostra portata.

Una grande lezione che ha la sua origine nel Concilio e nella nuova stagione che ha avviato di una Chiesa aperta al mondo.
 
Un concetto, questo, espresso nell’ultimo libro di Lucia Giallorenzo, giornalista pubblicista, collaboratrice de “La Città”, “Avvenire”, “la Domenica” e direttore responsabile del periodico “BancaAmica” della Bcc Monte Pruno di Roscigno e Laurino, presentato nella suggestiva cornice del santuario francescano del Convento di Sant’Antonio a Polla.

Il là all’evento è stato dato dall’esibizione dei maestri Cimino e Langone con il canto di “Fratello Sole” a cui hanno fatto seguito altri due intermezzi musicali.

Seguono poi i vari interventi.

“Non è semplice essere qui oggi ed affrontare un tema così importante”, afferma Michele Albanese direttore generale della Bcc Monte Pruno. “Ritengo che ad ogni Santo vadano riconosciuti quei valori che in vita hanno voluto trasmettere, valori che aiutano a superare il momento di crisi che oggi viviamo”.

Angelo De Marino direttore de “La Città” nel suo intervento sottolinea la “meridionalità” dell’opera della Giallorenzo e continua: “La figura del santo patrono è una figura attuale la cui santità si percepisce nelle piccole cose. Prima ancora che santi sono padri, madri, avvocati, insomma “persone perbene” la cui unica peculiarità era, semplicemente, aiutare il prossimo”.


Assente Angelo Spinillo, conclude i lavori Aldo Resciniti presidente del Circolo della Banca “Monte Pruno”.

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