Camerota, yacht divorato dalle fiamme: ora indaga la guardia costiera

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I marinai dell’ufficio circondariale marittimo di Marina di Camerota, agli ordini del capitano Amleto Tarani, hanno aperto un fascicolo d’indagini per cercare di ricostruire con esattezza cosa è successo sabato mattina sul secondo pontile gestito dalla società «La Marina de il Leone di Caprera» quando uno yacht di circa 12 metri è stato avvolto e inghiottito dalle fiamme. Intorno alle 8.30, infatti, i ragazzi che si occupano dell’attracco delle imbarcazioni, sono usciti dagli uffici e hanno notato che la «Aleph» stava andando a fuoco. Immediatamente hanno scortato il natante lontano dalle altre barche. Sul posto sono arrivati prima alcuni volontari del posto, che hanno scongiurato il peggio, e poi i carabinieri e i vigili del fuoco per spegnere del tutto il rogo e mettere in sicurezza l’area.

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Dalle prime indagini condotte dagli inquirenti è emerso che i bocchettoni dell’acqua erano stati revisionati per l’ultima volta nel 2015. Due anni fa, quindi. Le postazioni antincendio collocate sul molo di sopraflutto sono quasi tutte malfunzionanti, prive di manichetta e con revisione scaduta. L’imbarcazione era stata tenuta in cantiere per diversi giorni. Dopo alcuni lavori di routine una gru l’aveva riposta in acqua venerdì. Dopo meno di 24 ore lo yacht è stato distrutto da un incendio che sarebbe scaturito da un corto circuito. La nube densa di fumo nero è stata notata a chilometri di distanza.

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