Teggiano, al museo diocesano ‘La Croce ritrovata’: itinerario sulla crocifissione attraverso i secoli

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L’occasione del restauro di due importanti crocifissi in muratura e stucco policromo, di cui uno del XIII sec. ha permesso di organizzare un allestimento sulla crocifissione attraverso i secoli, nella diocesi di Teggiano Policastro. L’esposizione, organizzata dal responsabile scientifico del museo Marco Ambrogi e dalla cooperativa Paràdhosis, in collaborazione con la Diocesi di Teggiano Policastro, nella figura di mons. Antonio De Luca e sotto il patrocinio dell’Amei (associazione Musei Ecclesiastici Italiani), aprirà i battenti sabato 3 agosto alle ore 17,30 con l’inaugurazione da parte del vescovo, alla presenza degli organi di stampa e del clero diocesano, e si concluderà sabato 27 ottobre.

Durante il corso dell’esposizione sono previsti alcuni importanti appuntamenti tra i quali si segnalano: l’apertura straordinaria e gratuita del museo in occasione delle serate dell’11, 12 e 13 agosto, in occasione della manifestazione ‘Alla tavola della Principessa Costanza’ e il convegno del 14 settembre, nella festa dell’esaltazione della Santa Croce. In tale occasione, alla presenza di studiosi e teologi, si discuterà su: ‘La croce, simbologia ed arte nella diocesi di Teggiano Policastro’ e sarà presentato al pubblico il catalogo del riallestimento. L’esposizione, lascerà spazio ad altri eventi previsti per la fine del 2013 e per la primavera del 2014, come la mostra sul Battistero di San Giovanni in Fonte di Padula e il concorso sull’arte liturgica Anàmnesis.

Il corpus artistico dell’esposizione si compone di una ventina di opere, distribuite su un arco cronologico che va dal XIII al XIX sec., con manufatti provenienti da Teggiano e da altre chiese della diocesi. Il nucleo più importante è ovviamente costituito dai crocifissi esposti al museo e recuperati da poco. Il restauro dei manufatti artistici in muratura e stucco policromato, ha permesso di esporli, in un braccio del transetto dell’ex chiesa di San Pietro, affiancando un già preesistente crocifisso del XV secolo e configurando in mostra una serie di tre opere monotematiche collocate temporalmente in tre secoli differenti. A queste si affianca una composizione di un Cristo in legno del XVI sec., dagli influssi nordici e conservato attualmente nei locali della Curia. Il più antico dei crocifissi, rimanda alla scultura campano lucana della fine del duecento e si caratterizza per il moderato arcaismo dei tratti anatomici e per il colorato olivastro dell’incarnato. Coeva alla scultura è anche la croce in legno, mentre le ricostruzioni delle parti mancanti si limitano a pochi punti del corpo (nuca e gambe). La dolcezza espressiva del Cristo e la definita marcatura dei lineamenti del volto ne fanno assegnare l’esecuzione ad uno scultore di epoca romanica, ben aggiornato sulla temperie culturale del suo ambito artistico, non lontano dai modelli sperimentativi dei centri culturali più importanti del tempo.

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Il crocifisso più recente, sempre modellato in muratura e stucco policromato, si colloca in una fase temporale di fine quattrocento, ma già orientato verso i modelli scultorei tipici del XVI secolo. Presenta, così come l’altra scultura del Cristo già al museo da tempo, il perizoma dal classico tessuto a bande azzurrine, espressione  eloquente  della  tradizione  culturale semitica, esplicito rimando alla natura genetica di Gesù e a quella colonia di ebrei che nel quattrocento era molto florida nella cittadina dianense.

Un cospicuo numero di croci argentee definiscono l’aspetto della croce in ambito liturgico, si tratta di tre straordinari crocifissi del XV e XVI sec. di varia provenienza, oltre a un manufatto del XVIII sec. di grosse dimensioni e di manifattura campana. Due ulteriori croci, una già esposta al museo ed un’altra di fine seicento, proveniente dai locali della Curia, completano l’apparato dei preziosi manufatti in argento. Un crocifisso d’avorio, un croce francescana in legno del XVIII sec. e tre croci stazionali in pietra connotano l’aspetto più popolare e devozionale del culto della croce, a cui si affiancano una Seicentina ed una tela del Settecento, con santi in adorazione del Crocifisso. Le ragioni dell’esposizione si collocano in una specifica volontà della direzione museale di presentare la Crocifissione di Cristo, maturata in seno alla cultura religiosa ed artistica della diocesi di Teggiano Policastro, mediante un ampio arco cronologico e con manufatti dalla differente materia e tecnica d’esecuzione. Si va dalla pietra al legno, per passare alla muratura, all’avorio, all’argento ed alla carta stampata, fino all’affresco ed ai dipinti. Una parte dei manufatti esposti sono già di proprietà del museo e ivi esposti, il restante numero proviene da altri paesi della diocesi, dall’episcopio e dal seminario.
 

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