Camerota: ennesimo abbandono di rifiuti pericolosi

Via Mingardina km  4,500

La via Mingardina, che divide i comuni di Camerota e Palinuro, e lo stesso greto del fiume, aree a protezione integrale del Parco nazionale, sono da tempo considerate discariche a cielo aperto di ogni sorta di rifiuti speciali e pericolosi per la salute e per l’ambiente.

Sulle piazzole e i viottoli che si aprono sulla Mingardina vengono infatti abbandonati materiali ferrosi e di risulta, elettrodomestici, copertoni d’auto, plastica, amianto e tant’altro che potrebbero essere portati alle isole ecologiche ormai disponibili in ogni comune del parco.

Più volte associazioni ecologiste hanno segnalato alle autorità competenti e all’Ente parco la situazione di inquinamento del territorio protetto, chiedendo la bonifica e, ciò che più importa, iniziative di  prevenzione concordate. Ad esempio di predisporre foto camere a circuito chiuso nei punti più esposti, in modo da stroncare il ripetersi del fenomeno.

Purtroppo non si è visto ancora progetti al riguardo.

Senza queste iniziative di vigilanza e repressione di illeciti ambientali (ormai considerati penalmente perseguibili con il recente decreto) vengono vanificati e resi inutili i vari convegni sulla Biodiversità e l’importanza che essa riveste in un parco naturale.

Iniziative sempre più necessarie dopo la notizia di oggi del camion pieno di rifiuti speciali sequestrato a Orria. Sarà ipotizzabili a questo punto le notizie che circolano da tempo su rifiuti provenienti da Napoli, seppelliti in terreni di proprietari compiacenti della campagna cilentana?