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In vista della tre giorni ‘Reggae’, omaggio alla “crew” di casa nostra. Intervista a Gennaro Attanasio: anima degli “Old nine on fire crew”

di Maurizio Troccoli

Ci sono voluti degli anni per fare spazio anche ad un diverso linguaggio musicale, nella nostra realtà cilentana ed in particolar modo nel territorio di Camerota.
E’ in arrivo la tanto attesa tre giorni di musica Reggae, dal 3  al 5 aprile a Marina di Camerota, con, tra gli altri, gli Old Nine on fire, un gruppo che ha mosso i primi passi proprio in questo lembo di terra cilentana e che in questi anni ha macinato tappe dopo tappe, numerose serate musicali, in tante città italiane, tra tutte ricordiamo lultimo successo di Milano.
L’anima del gruppo, Gennaro Old Nine Attanasio, interviene per annunciare un appuntamento che la sua "crew" vive con particolare emozione per i tanti significati che caratterizzano l’evento.

C’è un’anima reggae che da anni batte in questo territorio, anche quando tendenze commerciali e radiofoniche la fanno da padrone. Questo motivo è rimasto evidentemente
ai margini degli eventi di punta in quest’aria, trovando luoghi di espressione lontano da qui. Questo è un ritorno o è un inizio?


Credo che non ci sia stata mai una fuga.Non stiamo ritornando per rifare qualcosa che non facevamo più. Ogni volta che siamo tornati qui abbiamo cercato locali
disposti ad ospitarci. Infatti ringrazio l’Alcatraz che ci da questa possibilità, insieme anche a Nicola Napolitano ed Isabella Gregorio. Tuttavia se vogliamo ragionare in questi termini
questo rappresenta un inizio poichè si tratta della prima manifestazione esclusivamente reggae, cosa che ci fa molto piacere, visto anche che gli organizzatori conoscendoci, hanno individuato una buona occasione di collaborazione.

Chi sono gli Old Nine on Fire? E soprattutto cosa non sono?
Sono innanzitutto ragazzi che dal 2003 mettono cuore e passione per questo progetto. Sono sicuramente – e su questo nessuno me ne voglia – precursori della musica reggae in questo comune e nel Cilento in generale.
Tutto è partito nell’estate del 2003, quando stanchi della solita routine discotecara, grazie all’appoggio di un nostro amico che aveva un locale, "On the road", iniziammo a portare i primi dischi, per fare ascoltare quella che per tanti era una musica nuova.
Da allora ad oggi abbiamo fatto numerose serate reggae sia nella costa cilentana che in varie zone d’Italia. Comunque, nel nostro piccolo, crediamo che tramite questa musica che parla di fratellanza e di valori, crediamo di continuare a dare un messaggio a tanti ragazzi di non perdersi
nelle menzogne della vita, come le droghe, la falsità e la malavita.
Non siamo invece arrivisti, non lavoriamo solo per ragioni economiche nonostante le spese sono diverse, non siamo quelli che disturbano la quiete pubblica. Anche se in molti dopo gli ultimi problemi avuti con gli orari di chiusura dei locali, ci additano come i fautori del caos. Ma non riguarda solo
noi ma tutti i dj della zona.

Cosa è cambiato in questi anni? Cosa invece è sempre uguale a prima?
Innanzitutto è cambiato che si iniziano a fare 3 giorni di sola musica reggae. Non siamo più i cinque sei amici dell’inizio ma la crew è cresciuta non soltanto in termini numerici ma anche organizzativi e di sostegno. E’ cambiato l’atteggiamento dei gestori di locali che iniziano a credere nella nostra musica,tra questi non possiamo non ricordare "playa el flamingo" che ha sempre creduto in noi
Non è cambiata la mia spinta nel continuare in questa ricerca. Sempre più vicino a questa musica che ha attraversato il pianeta raggiungendo e catturando anche me. Il nostro vuole essere anche un invito ad andare oltre quella che è una idea popolare di questo
movimento legato al fatto di essere alternativo in superficie, ma che in fondo si permea di valori molto più interessanti quali quelli di credere in un dio, di fratellanza universale, quello della non discriminazione, il rispetto per ogni essere umano e per ogni essere vivente.

ultima domanda:Che messaggio volete lanciare.

Mica siamo i Visitors noi!!??Non dovremmo essere noi a mandare i messaggi importanti alla gente,noi cerchiamo di farla divertire,al massimo di farla riflettere.

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