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Peppe Tarallo in risposta al vicesindaco Pisani e al sindaco di San Mauro Cilento Giuseppe Cilento: “Nella mia vita non ho mai condiviso la ‘pax politico-camorristica’ imperante e non saranno questi due amministratori con le loro dichiarazioni a farmi tacere”

di Redazione

È polemica sul caso Vassallo.

Peppe Tarallo, ex presidente del Parco Nazionale Del Cilento E Vallo Di Diano ed ex sindaco di Montecorice, attualmente responsabile provinciale dei Verdi e presidente Comitato Verità E Giustizia per Franco Mastrogiovanni, risponde alle dichiarazioni di Stefano Pisani, vicesindaco di Pollica, e Peppino Cilento, sindaco di San Mauro La Bruca.

Riportiamo per intero la nota pubblicata dallo stesso Tarallo su Facebook:

CASO VASSALLO: RISPOSTA AL VICESINDACO PISANI E AL SINDACO DI S.MAURO GIUSEPPE CILENTO

in riferimento  ad articoli e  loro dichiarazioni apparsi su La Città (30 sett. e 1 ott.) e Cronache del Mezzogiorno (1 ott.)

Non ho voluto rispondere subito per evitare che scadesse in polemica personale con un botta e risposta e mi è sembrato di cattivo gusto alla vigilia del trigesimo. Ma non posso non rispondere, non tanto a loro, ma per non accettare il silenzio che vogliono imporre. Le mie posizioni sono nelle note da me pubblicate su fb e non altre di comodo o non sempre riportate correttamente,come per es. proprio la frase che mi imputa Pisani: non ho mai pronunciato quella frase in quei termini: non ho parlato di ‘bella immagine di Acciaroli’ che finisce ‘con la morte di Vassallo’ ma di fallimento del modello Vassallo. Ma su questo tornerò in altro momento.

1) non ho mai detto che Vassallo è stato ucciso dalla camorra. Questo lo potrà dire solo la magistratura.   Personalmente non  ho mai richiesto interviste, ho solo risposto a giornalisti che sono venuti a cercarmi e ad intervistarmi. Non ho inteso né intendo fare né polemiche né querelle alcuna: dico e rispondo quello che penso e so.

E’ su face book che ho cominciato a parlarne x CONFUTARE la tesi di chi, per contestare la possibile matrice camorristica, negava la presenza della camorra  e insinuava la pista anarco-terroristica di ‘qualcuno molto vicino a Mastrogiovanni’, il maestro anarchico morto durante il ricovero coatto ordinato proprio da Vassallo (v.mio commento su ‘Dentro Salerno’). Un’agenzia nazionale (l’AGI), la sera del 6 settembre, riportava che Vassallo si era dovuto difendere dalle accuse sul caso Mastrogiovanni, arrivando ad associare il mio nome a queste accuse. Non nego che quando giornali locali hanno parlato di ‘pregiudicati’ di Montecorice ed Agnone (il mio comune e il mio paese), per un momento ho temuto che si stesse concretizzando il depistaggio suggerito e che dietro ci fosse una raffinata regia.

2) E’ stata questa (LA CAMORRA, delitto politico-mafioso) l’ipotesi affacciata da subito dallo stesso procuratore Alfredo Greco immediatamente dopo l’assassinio, parlando anche di preoccupazioni dello stesso Vassallo a lui confidate. E’ per quest’ipotesi immediata di Greco che penso l’indagine sia stata avocata a Salerno dalla DDA con a capo il procuratore Roberti; è per questo che qui si sono precipitate le televisioni e i giornali; è per questo che si è fermato finanche il parlamento europeo (‘sindaco ucciso dalla camorra’) e forze politiche, sindacali e istituzionali, intellettuali, semplici cittadini e il mondo associativo si sono prontamente mobilitati. Questa  morte, se fosse stata percepita come dovuta a motivi personali o altro, non avrebbe suscitato tanta eco e clamore, tanta emozione e commozione: sarebbero stati sufficienti, diversamente, cordoglio e condoglianze. Ne hanno parlato tra gli altri Saviano e il giudice amico, Raffaele Marino, che nel convegno CGIL ad Acciaroli ha perfino affermato che lo stesso Vassallo avrebbe sottovalutato la camorra e la sua presenza. Anche Luigi de Magistris afferma che l’omicidio di Angelo Vassallo è avvenuto secondo “modalità tipiche del killeraggio camoristico”,su cui hanno concordato altri magistrati e autorevoli opinionisti.

3) Ho solo aggiunto che, al di là dell’eventuale matrice o ipotesi camorristica -augurandomi anche che ciò non sia confermato- qui nel Cilento e nella nostra area la camorra esiste eccome da oltre trent’anni per infiltrazione ed insediamento pacifico esterno e che in tanti anni si sarà costruita una solida e ramificata rete di ‘amicizie’ e complicità a tutti i livelli, compreso le amministrazioni pubbliche. Insediamento e investimenti della malavita organizzata risultano da relazioni parlamentari della commissione antimafia, da sentenze come quella riguardante il clan Nuvoletta e l’hotel Castelsandra, analisi e studi dell’Osservatorio sulla camorra e confermate in articoli giornalistici e dichiarazioni come quelle sopra accennate (tra gli altri sempre Saviano e il procuratore Marino) nonché dagli stessi investigatori in una conferenza stampa che hanno ritenuto questo fatto (insediamento,infiltrazione e presenza della camorra) come indubbio.

4) Io personalmente nella mia funzione pubblica di consigliere comunale, di sindaco e presidente del parco, ma anche da semplice cittadino, ho sempre contrastato e denunciato fatti di cui abbia solo sospettato o sentito odore di camorra, denunciandolo sia pubblicamente con dichiarazioni, sia con atti e relazioni -perfino all’allora commissario straordinario antimafia Sica- e in una seduta del comitato sicurezza e x l’ordine pubblico a cui avevo chiesto di essere invitato ed ascoltato; ho riferito anche a prefetti e magistrati ma sempre senza esiti apprezzabili e concreti: nel comitato sicurezza mi fu risposto che il Cilento era un’oasi felice, come ancora oggi dice qualcuno. Allora chiesi se non si aspettasse prima il morto… e il morto, anche se io stesso continuo a sperare che non sia per mano di camorra, è drammaticamente arrivato. Naturalmente ora e in qualsiasi momento sono completamente a disposizione qualora si ritenga di ascoltarmi per quello che dico e ho da dire. Io posso dire tranquillamente che, oltre ad aver riferito verbalmente, ho fatto sia pubbliche denunce che note e passi ufficiali. Non risulta invece, a detta del sottosegretario Mantovano, che sia stato mai segnalato qualcosa di analogo per Pollica dallo stesso sindaco Vassallo. A meno che non siano state riferite e confidate a qualche magistrato amico ma senza lasciare traccia e senza alcuna conseguenza o contromisura.

5)Rimango dell’idea che ogni ipotesi può essere possibile, e che x questo l’indagine deve svolgersi sulla base di fatti concreti e riscontrabili e che x questo è necessario parlare un linguaggio di verità da parte di tutti, dai familiari ai suoi più stretti collaboratori ai singoli cittadini, quale io stesso sono. Verità che io ritengo utile anche per percorrere proprio strade e ipotesi diverse da quelle camorristiche ma che possono risultare poco credibili se il quadro rappresentato è quello agiografico sia della persona che del territorio che rendono poco credibili ipotesi diverse: come può un uomo essere odiato a tal punto da essere così barbaramente e brutalmente assassinato da una persona o un cittadino? la stessa moglie arriva a pensare che poteva meritarsi-attirarsi un ‘paliatone’ ma non che potesse essere così brutalmente ammazzato.  Cosa si cela quindi dietro un delitto così odioso, o come può montare un odio che arriva a tendere un agguato scaricandosi con nove colpi? Non capiremo mai né lo capiranno gli investigatori se non si parla un linguaggio di verità; e non è certo un linguaggio di verità quando e se si nega la presenza della camorra né sono credibili gli appelli a dire ciò che si sa, da parte di chi nega ciò che è evidente e notorio o quando non si danno altri e credibili elementi di ‘contesto’ COME AMA CHIAMARLI Pisani.

6) Personalmente non ho eredità da raccogliere e da contendere né è credibile che io voglia conquistare visibilità -di cui non ho bisogno e che non mi serve a fare carriere politiche immediate e future a cui non aspiro- e poi parlando di camorra! Altri aspirano e contendono cariche e ruoli che furono di Vassallo e forse tentano di costruirsi una carriera: quella di sindaco magari da parte del vicesindaco Pisani che x ora è l’unico che ne sta traendo beneficio e visibilità sia locale che nazionale, e magari il sindaco Cilento che potrebbe aspirare a sostituire Vassallo nella sua dimensione sovra comunale (presidenza comunità del parco e comunque il suo ruolo politico d’area). Io di Vassallo non ho condiviso apertamente e notoriamente il percorso né le sue scelte né il modello e per ciò stesso non posso certamente aspirare a sostituirlo. In particolare il vicesindaco Pisani sta utilizzando la morte del compianto sindaco per una martellante campagna di marketing di promozione sia personale che del suo comune continuando un errore che è stato del suo sindaco: il marketing non può sostituire la buona e sana politica. Quest’eccesiva sovraesposizione mediatica appare, almeno ai miei occhi, una volgare strumentalizzazione, insopportabile e indegna. Questo richiede semmai una pausa e un po’ di silenzio. Forse è proprio chi nega la presenza della camorra che offende l’immagine di chi x questo è considerato eroe: non esiste santo senza ‘cause’ di beatificazione e volendo pur concedere mi si lasci il ruolo, scomodo, difficile e impopolare di avvocato del diavolo. Chi vuole visibilità, in genere, suona corde in sintonia del potere (e poteri).

7) Penso di aver rispettato il silenzio dovuto ai morti e proprio perché ritengo e considero questa morte sconvolgente tragica e drammatica io sto cercando di parlare un linguaggio di verità perché penso che solo da questa può nascere e derivare sia la giustizia che un futuro x il nostro territorio e le nostre comunità. Non vorrei che qui si invochi e si ordini un altro silenzio, quello che appartiene, in questo caso, non al dovuto e invocato rispetto dei morti, ma alla cultura della camorra, a cui di fatto, da parte di questi 2 amministratori, si lancia il segnale che attende, di tranquillità e pace: la loro suona, mi spiace dirlo, come una dichiarazione di resa. Questo è omertà. E’ orribile e inconcepibile che tutti associano la morte di Vassallo alla camorra e qui nel territorio è vietato parlare di camorra: qui non esiste! secondo le migliori tradizioni proprio delle terre di camorra e mafie varie, che noi, storicamente, culturalmente e moralmente, non siamo.

Nella mia vita sia pubblica che privata non ho mai voluto condividere la ‘pax politico-camorristica’ imperante e prevalente e non saranno certo questi due amministratori con le loro dichiarazioni a farmi tacere come cittadino, quale io attualmente sono (e sono anche responsabile provinciale dei Verdi) che intende conservare e difendere il suo diritto di parola ed opinione, e che, guarda caso, viene contestato solo a me (per guadagnarsi loro sì una prima pagina di giornale!?) e non ad altri che pure hanno detto la stessa cosa. E se la camorra non c’è dicano chiaramente che non gradiscono che nessuno ne parli, che nessuno proponga osservatori -come hanno fatto in tanti, intellettuali, associazioni, lo stesso Bassolino e infine il PD di Castellabate) ma conseguentemente finiscano di sfruttarne indirettamente l’eco e la benevolenza che viene da questo delitto generalmente attribuito, ovunque e da quasi tutta l’opinione pubblica, alla camorra. E Peppino Cilento se davvero è di questo parere-stento ancora a crederci-deve rimangiarsi e smentire precedenti interviste e quello che ha detto in tante occasioni private e pubbliche. Quanto a Pisani spero che lo dica x qualche motivo, ma non lo pensi, altrimenti dovrei dubitare della sua intelligenza e onestà intellettuale.

10) Sarò pure una nullità o una ‘persona distrutta politicamente’ come dicono loro; e, posso assicurare, chi ha inteso -e si è adoperato, e si adopera come costoro a- ‘distruggermi politicamente’, pensando di togliermi anche il diritto alla parola e all’azione, si sbaglia di grosso.

Io non ho alcun privato interesse da tutelare se non quello della mia integrità morale e della funzione pubblica che anche il normale e semplice cittadino deve avere nel consorzio civile di cui fa parte.

11) Io sono fiero della mia diversità politica e culturale e direi morale che hanno portato alla mia solitudine e ‘distruzione politica’ da parte di un quadro politico omologato e subordinato al potere dominante similcamorristico: per salvare o mantenere le mie cariche o poltrone, come le intendono lor signori, non ho mai sacrificato le mie idee, i miei principi preferendo tornare ad essere cittadino -o una nullità come pensano loro- ma non rinunciare a lottare anche da questa postazione civile che nessuno, dico nessuno, mi può togliere o impedire. Quanto al fatto o non fatto, a me sta a cuore la stima e l’affetto che mi vengono testimoniati dai miei concittadini e da chi mi conosce, non certo il giudizio ‘politico’ di interessati detrattori. Tra le cose fatte (o anche non fatte fare) ricordo la mia opposizione -a differenza di altri- alla discarica nel nostro parco che ci ha evitato una ‘Terzigno’ cilentana, alla colata di cemento a Trentova, a un distruttivo impianto sciistico sul monte Cervati… e così la demolizione dell’ecomostro di Baia Punta Licosa, del cosiddetto ascensore della camorra, della mia posizione per l’abbattimento del Castelsandra (appoggiata dalle sole associazioni ambientalistiche, ma avversata con successo da comune, provincia e regione, il 1° di centrodestra gli altri, all’epoca, di centrosinistra)- che io ho denunciato già da quando era aperto e gestito da un signore riconosciuto poi con sentenza come camorrista, don Luigi Romano, appartenente al clan Nuvoletta, e che altri invece ossequiavano e riverivano.

Forse è anche a me che si deve l’idea stessa di parco -la cui proposta e il cui comitato promotore è nato proprio ad Agnone il 18 marzo 1989-, la conquista dei fondi europei in cui nessuno credeva x le aree protette della nostra regione, e la nostra in particolare, tradottisi nel PIT poi puntualmente realizzato nonostante gli scetticismi e i boicottaggi di tanti. Ma di questo parleremo in altra sede, di quello che ho fatto o non fatto come sindaco di Montecorice e presidente del parco per il nostro territorio. So anche che nelle cose fatte e soprattutto non fatte fare e nella mia autonomia dal potere sta il motivo della mia mancata riconferma alla presidenza del parco… ma meglio tornare semplice cittadino che rimanere in carica x essere obbediente strumento di una politica e di scelte che non condivido -e che continuerò comunque a contrastare. Io ho pagato e continuo a pagare ‘in vita’ i  miei NO, con l’isolamento e la ‘distruzione politica’ e non poco fango operati dal sistema di potere nei miei confronti. Ora è importante capire, se questo è stato, per quale NO Vassallo ha pagato, da quali “situazioni  di contesto che si stavano affermando e contro le quali Angelo Vassallo ha combattuto fino alla fine”, come ha dichiarato il vicesindaco; e a cosa si riferisce lo stesso Pisani quando, affermando ciò, garantisce nel contempo che “Camorra a Pollica non c’è e non ci sarà”. Cosa sa o immagina Pisani x fare queste affermazioni così perentorie? E’ stata la personale e diretta contrapposizione agli spacciatori o altra ‘situazione di contesto’? Può essere ma allora non si partecipi a fiaccolate come a Como insieme a Lumia, già presidente della commissione parlamentare antimafia e simbolo della lotta e dell’impegno contro di essa. Si dica ad Annamaria Torre, figlia del sindaco di Pagani ucciso dalla camorra, pur ringraziandola x la presenza e la solidarietà, di evitare di farsi vedere, ché lei evoca una matrice a cui l’amministrazione non crede e non tiene assolutamente. Perché anche questo significa, o dovrebbe significare, il duro e violento attacco sferrato dal duo Pisani-Cilento nei miei confronti.

12) Io, per rispetto alla mia storia, personale e familiare, mi posso permettere di dire -liberamente e senza che nessuno mi possa impedire o dettare le cose da dire- che nel nostro territorio la camorra c’è e fa affari e traffica: qui lo sanno TUTTI, pure le pietre, che se potessero parlerebbero; ed è triste che  ci siano, peggio delle stesse pietre, amministratori pubblici che non intendono parlarne. La camorra si è insediata nel nostro paradiso, come lo ha definito Bisio, nel nostro  territorio, che è stato ed è ancora un paradiso: starà a noi se potrà continuare ad esserlo perché sta prima di tutto a noi, con l’aiuto di magistratura e forze dell’ordine, cacciarla insieme ai suoi complici e strumenti x restituire dignità e integrità al nostro territorio e alle sue comunità. Da questa morte dobbiamo imparare a trarne una lezione di coraggio civile e non di viltà: NO ALLA CAMORRA, NO AL SILENZIO E ALL’OMERTA’, SI A UN CILENTO AREA PROTETTA E PATRIMONIO DELL’UMANITA’ CAMORRAFREE, FUORI LA CAMORRA DAL NOSTRO PARADISO!!!

GIUSEPPE TARALLO         

EX SINDACO DI MONTECORICE

EX PRESIDENTE DEL PARCO NAZIONALE CILENTO E VALLO DI DIANO

ATTUALMENTE LIBERO CITTADINO E RESPONSABILE PROVINCIALE DEI VERDI E PRESIDENTE COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA  X FRANCO MASTROGIOVANNI

Agnone Cilento 7-10-10

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