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Venerdì a Lago, Comune e GdF festeggiano l’intitolazione di Viale Francesco Niglio

di Redazione

 

Solenne cerimonia di intitolazione, venerdì 7 maggio alle ore 10.30, nella frazione Lago di Castellabate. Un viale della celebre località balneare cilentana sarà infatti intitolato al maresciallo capo Francesco Niglio, medaglia d’argento della Guardia di Finanza alla memoria.

L’iniziativa è stata voluta dal Comune guidato dal sindaco Costabile Maurano, in collaborazione con il Museo storico della Guardia di Finanza di Roma, diretto dal capitano Gerardo Severino, e il Comando provinciale di Salerno, guidato dal colonnello Angelo Matassa, che saranno presenti. Alla cerimonia interverranno anche la vedova di Niglio, Lucia Ceriello e i figli Alferio, Germana e Domenico.

Ci saranno il picchetto d’onore della Guardia di finanza, il concerto bandistico "Santa Cecilia" di Castellabate e la sezione di Santa Maria dell’Associazione nazionale marinai d’Italia.

«Castellabate e il glorioso corpo della Guardia di finanza sono unite da una lunga tradizione di gesta eroiche e di uomini valorosi. Francesco Niglio è, per l’appunto, uno di questi – spiega il sindaco Costabile Maurano – Fu, infatti, un servitore della Patria che ha adempiuto ai suoi compiti di ufficio con alto senso del dovere e profondo legame ai valori della Patria e della famiglia. L’intitolazione di un Viale della frazione Lago con il suo nome è il tributo di onore che gli rende la sua comunità. L’auspicio è che il suo esempio sia ricordato dalle future generazioni e la sua memoria resti indelebile nella nostra comunità».

 

 Chi era il maresciallo capo Francesco Niglio

Francesco Niglio, nativo di Lago, appena diciannovenne, si arruolò nel corpo della Regia Guardia di finanza. Fu impiegato nei servizi di vigilanza doganale a Postumia (Slovenia), Fiume, Trieste, quindi fu assegnato alla Scuola alpina di Predazzo e poi alla Compagnia di Merano.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu dislocato in Albania e, tra il 1944 e il 1945, fu impiegato in delicatissime operazioni di controspionaggio presso le forze alleate. In questa veste di "agente segreto", diede la caccia ai criminali di guerra, agli infiltrati, ai sabotatori.

Dopo aver frequentato il Corso sottoufficiali, fu destinato alla Brigata di Bardonecchia e prestò a lungo servizio sulla frontiera italiana, contribuendo al contrasto del contrabbando e della borsa nera. Nel 1951 fu assegnato alla Compagnia di Caserta, dove si distinse in operazioni anticontrabbando. In seguito, assunse il comando della Brigata volante di San Bartolomeo in Galdo dove fu anche dirigente del servizio di polizia giudiziaria presso la Pretura. Infine, guidò la Compagnia di Benevento con il grado di maresciallo capo. Per gravi motivi di salute, causati dai lunghi appostamenti all’aperto, si congedò dopo 34 anni di servizio e tornò nell’amata Lago, dove morì il 9 settembre 1991.

Grazie alle ricerche storiche eseguite dal capitano Gerardo Severino, gli sono state assegnate, alla memoria, la "Croce al merito di guerra" dal Comando generale della Guardia di finanza e la "Medaglia d’argento al valore della Guardia di finanza" dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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