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Presentato il volume “La costa del Cilento: analisi multicriteri per un modello di gestione”

di Lucia Cariello

Nessun territorio conserva, come il Cilento un simil patrimonio fatto di storia, cultura,  arte ed ambiente di inestimabile valore, spettatore attento e silenzioso di culture tradizioni costumi millenari. Una terra unica che vive che sente che respira ma che soffre da tanto, troppo tempo l’incuria l’abbandono la solitudine di anni, ed urla, urla per essere ascoltata udita intesa.  Ma il giorno del riscatto, della presa di coscienza, della consapevolezza di trovarsi di fronte ad un ricchezza unica ineguagliabile irripetibile pare finalmente arrivato. Quel giorno reca una data precisa: 27 novembre 2010, data di presentazione del volume “La costa del Cilento: analisi multicriteri per un modello di gestione”. Una ricerca metodica capillare condotta mirabilmente dall’Università Parthenope di Napoli per conto del Museo Vivo del Mare con delle precise finalità:
– Realizzazione di un GIS (sistema informativo geografico) contenente dati sulla fascia cilentana di varia natura: socio – economici archeologici e naturalistici;
– Realizzazione di una carta delle sensibilità costiere utile, supporto per una corretta gestione e pianificazione del territorio, applicando le procedure MaREP (Marine Reserve Evaluating Procedure).
In particolare “la procedura MaREP – dichiara la dott.ssa Gabriella Natale, Presidente del Movimento Cilento Mediterraneo ed esperta naturalista  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – è finalizzata ad individuare quali siano le aree di più alto valore sia in termini naturalistici, che scientifici e ricreativi, in modo da ottenere una zonizzazione dell’area esaminata. In questo modo è possibile intraprendere una “Gestione Integrata della Fascia Costiera”, cioè una pianificazione ed un coordinamento relativo alla gestione dello sviluppo delle risorse costiere che consideri tutte le componenti naturali ed antropiche che influiscono sulla realtà costiera. In altre parole, il lavoro in questione potrebbe rappresentare un punto di partenza per impostare una gestione della fascia costiera cilentana nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e della protezione delle risorse e delle aree marino-costiere. Si parla di punto di partenza perchè fornisce i requisiti necessari per impostare tale innovativa visione gestionale, in cui la sfida principale consiste nell’integrazione della tutela ecosistemica, biologica e paesaggistica con il mantenimento dell’efficienza economica della zona.  La convivenza di questi due aspetti è possibile infatti solo grazie ad una conoscenza concreta dello stato attuale del territorio in termini  di: valori biologico-paesistici presenti, destinazioni d’uso delle aree costiere, attività economiche e ricreative presenti.
I risultati ottenuti dal lavoro sono espressi sia in termini narrativi, grazie ad un trattato che descrive le metodologie svolte ed i risultati conseguiti, sia sotto forma di un database GIS cartografico consultabile per avere una visione spaziale della realtà costiera cilentana o per impostare altri lavori più specifici inerenti la stessa area.
La mappatura delle criticità in ambiente costiero sarà, inoltre, un valido riferimento nel caso di adozione/scelte politiche di sviluppo sostenibile.”
L’importanza dei dati raccolti, straordinaria, per dire la verità, consente quindi di pianificare metodicamente le future attività tenendo conto dell’eventuale impatto ambientale che le stesse potrebbero avere, contestualmente appare evidente la presa di coscienza, finalmente, che l’intero territorio cilentano risulti essere una risorsa da sviluppare valorizzare promuovere, garantendo così una sua adeguata fruizione in ogni sua tipicità. In conclusione lo studio presentato si manifesta come una sorta di manna in grado di assicurare maggior dignità ad un territorio tanto bello quanto martoriato da azzardi strutturali, incuria ed ambientalismo fai da te; atti scellerati difficili da comprendere capire afferrare, afferarne senso motivazione ragion d’essere.
Un’opuscolo illuminante allora, in grado di mostrare un Cilento diverso un territorio in crescita in ascesa anche se ancora in attesa, ma che può e deve riacquistare speranza fiducia ottimismo, svegliarsi da un così lungo e doloroso letargo e riprendere finalmente il suo posto nel mondo.

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