Centro Juventus, Borrelli scrive in Regione e Coscioni assicura: «Subito soluzione»

Borrelli chiama, Coscioni risponde. Il consigliere per la Sanità della Regione Campania ha assicurato al consigliere di Vibonati che «a stretto giro il commissario dell’Asl di Salerno convocherà il direttore del Distretto sanitario e la proprietà del Centro Juventus» per trovare una soluzione all’ipotesi di imminente chiusura della struttura cilentana

La missiva a De Luca Nella giornata di ieri il consigliere Borrelli ha scritto una lettera al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, per illustrargli la grave situazione del Centro Juventus di Vibonati che sospenderà le proprie attività il prossimo 30 settembre. E stamattina tempestiva la risposta. Borrelli nella missiva ha subito chiarito che «la decisione fulminea (ancora una volta) della proprietà, comunicata sabato 26 settembre ai dipendenti, di chiudere il Centro di Vibonati mette seriamente a rischio il principio di continuità assistenziale e creerà  disagi enormi al territorio e alle famiglie dei ragazzi disabili». «Il tempo a disposizione è molto breve – ha rimarcato Borrelli – e le scrivo perché solo un suo autorevole intervento potrà scongiurare  l’ormai prossima  chiusura del Centro di Riabilitazione “ Juventus”, salvare le 18 unità occupazionali e garantire la continuità assistenziale ai pazienti del territorio più a sud della nostra regione».

Cosa accadrà Borrelli spiega che «la proprietà del centro, a causa del perdurare di difficoltà di natura finanziaria, ha comunicato con brevissimo preavviso, che trasferità i 18 operatori dipendenti a oltre 200 chilometri di distanza, ovvero nella sede di Mercato San Severino. Mentre per i pazienti – scrive – la struttura più prossima abilitata a erogare le medesime prestazioni si trova nel comune di Vallo della Lucania a circa 60 chilometri di distanza». La struttura era stata già minacciata di chiusura nello scorso mese di dicembre. «In quell’occasione, – conclude Borrelli – grazie a una forte mobilitazione di cittadini, delle famiglie dei ragazzi disabili, di sindaci ed amministratori, si riuscì a scongiurare. Anche lei intervenne per manifestare solidarietà e per chiedere l’intervento della Regione Campania».

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