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Marina di Camerota: il porto più amato dai surfisti. Le mareggiate provocano danni alle imbarcazioni da pesca e da diporto

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Marina di Camerota: il porto più amato dai surfisti. Le mareggiate provocano danni alle imbarcazioni da pesca e da diporto

Una volta era considerato una delle aree portuali più sicure del sud; chiunque si apprestava a conseguire l’esame per ottenere la patente nautica, era tenuto a studiare la conformazione e le caratteristiche di questo porticciolo. Era uno dei più conosciuti, da Salerno a Lamezia Terme. Stiamo parlando del porto di Marina di Camerota in cui, dopo i lavori di ampliamento effettuati- in malo modo- nel 2007, le barche dei pescatori e dei diportisti non si possono di certo considerare al sicuro come prima. Basti pensare al disastro avvenuto nel marzo 2008, allorchè una serie di mareggiate evidenziò tutti i limiti di un intervento che avrebbe dovuto risolvere i problemi storici dell’insabbiamento e della limitata offerta di posti barca, ma che in realtà ha limitato gravemente la funzionalità del porto.

Nell’estenuante attesa che l’area sia messa definitivamente in sicurezza, quando il mare "s’innervosisce" la situazione pare costantemente sul punto di precipitare. Nella serata di venerdì ha cominciato a soffiare un leggero libeccio, che ha raggiunto il suo apice di velocità intorno alle 23, quando molti pescatori si sono riuniti in zona porto per rinforzare gli attracchi delle proprie imbarcazioni. Il mare ha fatto ingresso nel porticciolo in modo irruento, tanto che le onde hanno invaso le strade adiacenti di ciottoli e pietre. I pescatori associati ai diportisti hanno espresso rabbia e rammarico.  Alcuni si rivolgevano ai colleghi con parole inequivocabili:"Mai cambiare la via vecchia per quella nuova", altri invocavano San Domenico, Santo patrono del paese, e chiedevano aiuto.

La situazione si è prolungata fino alla mattinata di ieri, quando in zona porto si è presentato Domenico Bortone, sindaco di Camerota, per confrontarsi con alcuni pescatori. Due diportisti, intervistati dal giornaledelcilento.it, facevano il conto dei danni:" A me stanotte si è spezzata la cima di prua e lo scafo si è danneggiato su di un lato – dice uno dei proprietari di un’imbarcazione – chi pagherà i danni? Saremo comunque noi a rimetterci soldi di tasca nostra". Passeggiando lungo il molo di sopraflutto a tre bracci, lungo circa 450 metri, dove sono attraccati i pescherecci, si possono notare danni abbastanza gravi. Alcune imbarcazioni, causa la forza impetuosa del mare, hanno sbattuto contro la banchina di attracco, altre invece si sono scontrate l’une alle altre, riportando danni sulle murate laterali; infine le funi di altre barche con il movimento delle onde, hanno staccato la propria bitta. Nelle stesse ore, gli uomini della capitaneria di porto sono dovuti intervenire: un pozzetto da dove fuoriuscivano cavi elettrici era stato invaso dall’acqua del mare e reso perciò estremamente pericoloso. Per evitare guai ulteriori, è stato immediatamente isolato.

 



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