Cilento, dal paleolitico ai luoghi di Ortega: il tour nelle bellezze di San Giovanni a Piro

di Giangaetano Petrillo

Mentre l’emergenza Coronavirus ancora in corso sembra compromettere la stagione e il comparto turistico che rappresentano il 15% del PIL italiano, alcuni comuni intendono iniziare a promuovere i propri territori cercando di anticipare i tempi delle lungaggini burocratiche che spesso non comprendono quanto il fattore tempo sia vitale per alcune località.

San Giovanni a Piro è uno di questi comuni, che sabato 23 maggio ha lanciato un’iniziativa, Cilento in Tour, indirizzata a giornalisti, blogger, social media manager, operatori turistici e studenti, un educational tour per dare un significato concreto alla proposta culturale, sia in termini di sicurezza che di fattibilità. Un’escursione tra il Cenobio Basiliano di San Giovanni, i luoghi d’Ortega a Bosco e alla Mostra permanente sul paleolitico a Scario. Il tutto in sicurezza, con termo scanner per rilevare la temperatura e seguendo le linee guida per la riapertura dei luoghi di interesse culturale.

«Su tutti i giornali di stamane (ieri per chi legge ndr) viene riportata una dichiarazione del ministro Franceschini, secondo il quale il turismo della stagione 2020 dovrebbe puntare a riscoprire i piccolo borghi, gli antichi nuclei urbani. Naturalmente accogliamo con piacere questa raccomandazione del ministro che ci siamo permessi di mettere in pratica già da qualche anno». Franco Maldonato ideatore dell’evento Cilento in Tour e direttore del polo museale del comune di San Giovanni a Piro, accoglie favorevolmente l’idea del ministro e specifica come «già da qualche hanno tutta la nostra attenzione, politica e amministrativa, e i nostri sforzi sono puntati attorno ad un progetto di valorizzazione degli antichi borghi, dei nostri paesi, che costituiscono una miniera inesausta ed inesauribile di giacimenti culturali, artistici, architettonici, storici degni di essere visitati».

È molto probabile che i flussi turistici subiranno una contrazione, molti sono i dati e le analisi a corroborare questa ipotesi che per molti luoghi turistici si trasformerà in una grave perdita economica. Ma l’iniziativa promossa dall’amministrazione del sindaco Ferdinando Palazzo sembra puntare sulla promozione delle proprie ricchezze storiche, artistiche, ambientali e paesaggistiche. Perché è altrettanto possibile che domanda interna di provenienza regionale e territoriale possa farsi strada, per un turismo di prossimità. «Questa iniziativa deve essere l’occasione – ci dice il sindaco Palazzo – per conoscere al meglio quelle che sono le nostre radici e le radici più vicine, perché spesso siamo mossi dalla tendenza di visitare posti e luoghi lontanissimi senza magari conoscere le nostre radici culturali. Radici sulle quali si è fondata nel corso di millenni questa nostra civiltà, frutto soprattutto di contaminazioni e fusioni culturali, religiose. Penso che l’immagine – prosegue il primo cittadino – a cui possiamo fare riferimento è quella dell’albero, che per un breve periodo perde la proprie foglie per poi tornare a fiorire nuovamente e con più vigore».

Il comune di San Giovanni a Piro è uno dei pochi comuni in tutta Italia ad aver acquistato delle opere d’arte. Parliamo della serie Segadores del pintor José Ortega, che proprio a Bosco trascorse parte del suo esilio, e dove oggi è possibile visitare una mostra permanente e la sua abitazione. «Dobbiamo come sempre ringraziare l’avvocato Maldonato – conclude il sindaco Palazzo – perché è a lui che dobbiamo quest’iniziativa quale direttore del nostro polo museale».

Ed è proprio Franco Maldonato ad introdurci alla visita guidata che «parte dal Cenobio Basiliano, anzitutto secondo un ordine logico e cronologico, perché segna la data di nascita di questa comunità, in seguito all’avvento dei monaci basiliani, per fuggire dalla persecuzione iconoclastica. Poi riscopriremo – prosegue il direttore Maldonato – i luoghi di Ortega, il Murale posto all’inizio della comunità di Bosco; poi il museo intitolato al maestro ed infine la casa del maestro. Concluderemo infine il viaggio a Scario con la visita a quello che attualmente è soltanto un antiquarium ma che nei nostri progetti diventerà un museo del paleolitico, dove è custodito un reperto di assoluto rilievo, come la mandibola di un bambino di 4 anni vissuto 100.000 anni fa». Quello che il comune di San Giovanni a Piro intende far emergere è quanto l’ambiente e la cultura costituiscano un binomio inscindibile e necessario ad una ripartenza in cui il concetto di spazio assume un valore prezioso.

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