Cilento, insulti guardalinee donna. Flashmob contro sessismo e volgarità

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Nel Cilento si è deciso di dire «basta al sessismo e alla volgarità, ma soprattutto all’indifferenza ed implicita connivenza con chi la donna invece di amarla e rispettarla, la maltratta o sottovaluta». Per ribadire questi principi alcuni cittadini di Agropoli, particolarmente contrariati dalle notizie di cronaca che hanno portato il la cittadina agli onori della cronaca per alcuni insulti rivolti ad una guardalinee da un cronista locale, hanno organizzato un momento di riflessione con un flashmob. Sabato scorso, infatti, 11 maggio, dalle ore 11 alle 13 si sono ritrovati in piazza Vittorio Veneto. 

«Tutti possiamo scegliere di aiutare a creare un mondo più giusto per le donne e per gli uomini – ribadiscono gli organizzatori del flashmob -. Possiamo scegliere di contrastare la misoginia e la violenza sessuale ogni volta in cui la riconosciamo. Possiamo cambiare i linguaggi e ribellarci a chi preferisce zittire le donne o mortificarle. Per ottenere ciò il sessismo deve divenire disagevole, deve essere socialmente disapprovato. E’ doloroso e infuriante essere al polo ricevente degli attacchi misogini, ed è doloroso anche vederli accadere e sapere di essere implicati, anche quando si è scelto di non esserlo. Noi vogliamo dire basta ad un mondo in cui le bambine sono stuprate e nei tribunali si dice loro che hanno “provocato”, in cui il lavoro delle donne è sottopagato o non pagato affatto; in cui le donne sono chiamate troie e puttane se chiedono semplicemente eguaglianza sessuale, o perché impegnate professionalmente, politicamente, nello sport ecc. Noi ad Agropoli, oggi e per sempre, abbiamo deciso di contrastare la misoginia e la violenza sessuale ogni volta in cui le vedremo manifestarsi o ne avremo notizia. Di sostenere le donne, promuovere le donne, di sollevarci dicendo basta. Agropoli  prende le distanze da chi, in specie negli ultimi tempi, l’ha portata alla ribalta nazionale per la volgarità e il sessismo delle sue affermazioni e, nonostante l’onta, persevera nel dire e fare gesti “contro le donne” e a volte si fa vanto del suo sessismo delirante» chiosano.

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