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Cilento, maltempo: agricoltori in ginocchio. Chiesto stato calamità

di Luigi Martino

La pioggia incessante degli ultimi giorni ha compromesso all’80% il raccolto di pesche, pere, nettarine e albicocche in pieno campo nella zona Sud della Piana del Sele verso Eboli, a causa dei frutti resi marci dalla troppa acqua o danneggiati dalle grandinate. Le bizze del clima portano paradossalmente – lì dove i frutti delle drupacee non sono danneggiati – ad andare oltre il punto di maturazione adatto ad un raccolto proficuo e ciò a causa del maltempo che non permette a uomini e mezzi di avvicinarsi agli impianti allagati. Lo rende noto Confagricoltura Salerno, che vede in queste ore i propri tecnici alle prese con una prima conta dei danni anche alle colture ortive in pieno campo: pomodori, spinaci, spinacino, ortaggi primaverili. Va un po’ meglio per le colture protette, sia sotto rete antigrandine che in serra laddove la produzione è salvaguardata. «Chiediamo a Regione Campania di attivare gli idonei strumenti di accertamento dei danni finalizzati alla predisposizione delle istruttorie, propedeutiche ad una richiesta di declaratoria distato di calamità naturale al Governo per gli eventi atmosferici eccezionali di questa seconda metà di maggio – afferma il presidente di Confagricoltura, che sottolinea – ci troviamo difronte a piogge da mese di novembre, ma con le attività e icicli colturali tipici di questa stagione».

Problemi anche alle fragole che a causa del maltempo stentano a maturare anche sotto serra e subiscono forti attacchi fungini, causati dalla elevatissima umidità. Senza contare poi che tutto questo si ripercuote fortemente anche sulla manodopera agricola che perdurando il maltempo non viene chiamata a lavorare e così si perde giornate di salario. Pessima la situazione degli impianti frutticoli posti a ridosso di corsi d’acqua: stanno soffrendo fortemente di asfissia radicale a causa della troppa acqua. In questo caso, il danno di queste piogge incessanti sarà da valutarsi anche nel medio periodo e dopo che i terreni si saranno asciugati.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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