Joe Petrosino, a Padula la casa museo del poliziotto che sfidò la mafia americana

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di Marianna Vallone

Una casa a due piani, dalle stanze piccole distribuite quasi una dentro l’altra, che guarda Padula dall’alto. Un tempo vi abitava con la famiglia Joe Petrosino, il poliziotto padulese naturalizzato americano, ucciso dalla Mano Nera a Palermo il 12 marzo 1909. Ora, piacevolmente ‘avvolto’ da fotografie, arredi e oggetti simbolo, ad aprire le porte della casa diventata museo, dedicata al leggendario Joe, è il pronipote Nino Melito. Occhi attenti, sguardo orgoglioso per aver mantenuto intatta, con la famiglia, l’identità dell’unica casa museo, in Italia, dedicata ad un esponente delle forze dell’ordine. 

La valigia ancora accanto al letto di Joe, la candela accesa, l’orologio fermo sull’ora in cui dopo anni il poliziotto è rientrato a Padula. Quella casa oggi conserva la memoria del primo uomo che ha sfidato la mafia italo-americana. Le pareti rivestite di foto e l’atmosfera densa di suggestioni. Oggetti che raccontano la storia di una vita. 

Un percorso che parte da quando tredicenne, nel 1873, insieme al padre Prospero, sarto, e a tutta la famiglia è partito per l’America. Lustrascarpe, giornalaio, spazzino e prezioso ‘informatore’ della Polizia per il quartiere italiano. Appena 23enne il 19 ottobre, è il primo italoamericano della storia, ad entrare nella Polizia di New York con la matricola 285. Duro e incorruttibile, detective dal fiuto infallibile, specialista in travestimenti, amico personale del presidente Theodore Roosvelt, nel 1909 tornò in Italia in incognito, deciso ad estirpare la mafia alle sue radici, in Sicilia. 

Ma qui in piazza Marina, a Palermo, quattro colpi di pistola sparati da due sconosciuti fermarono Joe Petrosino. Seguirono due funerali di Stato e un lungo processo che si è concluso, allora, senza colpevoli. «In America – ha detto il pronipote del poliziotto – sono due gli italiani ricordati con una giornata loro dedicata: Cristoforo Colombo, con il Columbus day, e Joe Petrosino, che viene ricordato il 19 ottobre, quando indossò per la prima volta la divisa da poliziotto». 

La piccola casa natale di Petrosino è stata acquisita dal Comune, restaurata e adibita a museo della legalità. Inaugurata nel 2016. Negli anni si è impreziosita di nuovi documenti, strumenti e tecnologie con il patrimonio documentale messo a disposizione da Rai Teche. Nelle sale del piano superiore il percorso è scandito dalle scene di un film in cui Joe Petrosino – interpretato dall’attore Andrea Tidona – incontra quattro personaggi, che approfondiscono e testimoniano gli eventi legati alla storia delle Mafie. Oltre le finestre lo sguardo è sulla Certosa, dentro le stanze la storia di un uomo simbolo di onestà e legalità. Petrosino è rimasto in quella casa, a Padula. 

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Casa Museo Joe Petrosino, Via Giuseppe Petrosino, Padula
+393471686209 
Orario apertura dalle 9.00 alle 13.00
e dalle 15.00 alle 19.00