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La sindrome della colite spastica: colon irritabile. Come la chinesiologia e l’erboristeria possono curarla

di Redazione

a cura del dott. Giovanni Peduto

La sindrome della colite spastica è un insieme di disturbi intestinali cronici, riferibili al tratto di intestino crasso chiamato colon, meglio conosciuta come la sindrome del “colon irritabile”. Circa il 15% della popolazione italiana ne è affetta, con un maggior numero di soggetti tra la popolazione femminile e con un’età media compresa tra i 20 e 40 anni.

Il colon irritabile consiste in un disordine funzionale che colpisce l’ultimo tratto dell’intestino. I fattori scatenanti sono tuttora sconosciuti.

Secondo le ipotesi più attendibili, all’origine della condizione ci sarebbe una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose che innervano l’intestino e muscoli intestinali; una delle cause possibili potrebbe essere di origine psicosomatica: ansia, depressione, stress e stati emotivi alterati. Spesso però i disturbi irritativi del colon si cronicizzano e sono associabili allo stress che riversa e somatizza nell’intestino ma anche ad alterazioni ormonali, abuso di alcuni farmaci (tra cui i lassativi), determinati cibi (latticini, alcuni carboidrati, cioccolato, tè, caffè, alcune verdure e legumi).

L’infiammazione del colon provoca degli scompensi dei muscoli di sostegno degli organi interni provocando una verticalizzazione del tratto lombare per via della rigidità che si ha sui muscoli anteriori dell’addome. Si passa, dunque, da una antiversione fisiologia ad una retroversione patologica.

Spesso si manifesta con dolori addominali associati a crampi, meteorismo, stitichezza o diarrea (anche alternate), alitosi, astenia; e talvolta, i dolori addominali sono attenuati dopo la defecazione o l’espulsione di gas intestinali.

Per quanto concerne gli alimenti che possono essere irritanti per il colon, indicarne alcuni che sono potenzialmente dannosi per chi soffre di infiammazione al colon, colite spastica e sindrome del colon irritabile: latticini, insaccati, cioccolata, caffè, tè, bevande gassate, ecc. Premesso che ogni soggetto reagisce a sé e l’alimentazione deve essere formulata da un nutrizionista ad personam.

Lo scompenso sul tratto lombare, dovuto all’area dell’addome infiammata, può essere trattato sia con esercizi di chinesiologia, che di pilates, i quali, mirati, alla riduzione della tensione del tratto addominale favorendo l’azione antagonista dei muscoli che vanno a creare l’antiversione del bacino. A tal ciò da evitare poi tutto un susseguirsi di scompensi posturali globali.

Altri esercizi indispensabili sono quelli respiratori che lavorano sul diaframma, in tal modo avendo la doppia funzione sia come rilassamento psicomotorio sia come rilassamento delle fibre dell’addome.

Oltre a queste soluzioni, è possibile ad intervenire sulla sindrome del colon irritabile anche mediante trattamenti erboristici (rimedi naturali) per lenire l’infiammazione del colon, favorire il transito e regolare le funzioni intestinali. con l’assunzione della:

  • Camomilla: ricca di flavonoidi, mucillagini, azulene, acido salicilico, acido oleico e lattoni.   Possiede proprietà sedative, calmanti, miorilassanti, antispasmodiche e antiflogistiche. E’ un antinfiammatorio completo in caso di colon irritato, poiché oltre a lenire l’infiammazione svolge un’azione decongestionante, antidolorifica e disinfettante della flora batterica.

Può essere assunta o con infusi e tisane o mediante la Tintura madre (o estratto idroalcolico) è il metodo più antico di conservare e di sfruttare le proprietà benefiche delle piante officinali.

  • Vaccinium vitis idaea: conosciuto come estratto di mirtillo rosso, si ottiene dalle gemme della pianta e conserva benefici importanti per l’organismo. Agisce in maniera mirata su diverse problematiche intestinali e nello specifico è consigliato in caso di colon irritabile, stipsi o diarrea.

Il mirtillo rosso ha un’azione antinfiammatoria, attenua gli spasmi e rilassa la muscolatura intestinale.

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