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35 Anni Sovversivi – Intervista Biografica A Francesco Caruso, Attivista Del Movimento No Global

di Giuseppe Galato

Giovanni Palladino. Francesco Caruso. Intervistatore e intervistato. Il primo originario di Vallo Della Lucania, classe 1980, giornalista e scrittore. Il secondo esponente del movimento No-Global del Sud Italia, candidato da Rifondazione Comunista alle elezioni politiche del 2006, “sovversivo a tempo pieno”.

I due si incontrano in “35 Anni Sovversivi – Intervista Biografica A Francesco Caruso, Attivista Del Movimento No Global”, libro scritto da Giovanni Palladino che, come da titolo, ripercorre la vita di Francesco Caruso attraverso una lunga intervista.

Abbiamo avuto modo di intervistare Giovanni Palladino per capire le ragioni che lo hanno portato a scrivere questo libro.

D: Presenta il tuo libro in poche parole.

R: Dice tutto il titolo: si ripercorre la vita di Francesco Caruso attraverso le sue battaglie sociali e politiche, il tutto stile intervista. Lo stile l’ho preso da un libro che lessi qualche tempo fa, “Ignacio Ramonet-Fidel Castro: autobiografia a due voci”, dove Ramonet riprende tutta la vita di Castro tramite domande e risposte. Mi è piaciuto il taglio perché con le domande e le risposte il libro è molto scorrevole e non risulta pesante alla lettura.

l’autore con Camilo Guevara

D: Come mai la scelta di “usare” Francesco Caruso come soggetto del tuo libro? Cosa ti affascina maggiormente di lui?

R: Intervistare un politicante del cavolo non me ne sarebbe fregato niente. Lui invece è una persona “attiva”.

D: È stato difficile trovare un editore?

 R: No. Ho conosciuto Giuseppe Galzerano alle manifestazioni per ricordare Franco Mastrogiovanni. Quando gli ho proposto la cosa lui mi ha detto che non garantiva niente a nessuno, nel senso “scrivilo e portamelo, se mi piace lo pubblico”. E gli è piaciuto.

D: Hai appena parlato di Mastrogiovanni: cosa ne pensi di tutta questa faccenda?

R: È stato torturato e ucciso un uomo senza un motivo valido. A parte che non esistono, secondo il mio punto di vista, motivi validi per uccidere e torturare.

D: Cosa ne pensi della condizione politico-culturale del Cilento?

R: Che fa schifo. Non esiste il concetto di meritocrazia, i voti si danno a chi conviene e non a chi si crede possa migliorare le cose, non si valorizza niente. Abbiamo i mari più puliti d’Italia ma la gente va in altre parti perché non ci sono strutture adeguate, tanto per fare un esempio. E manca la mentalità di crescere culturalmente e socialmente. Mi dispiace dirlo, ma secondo me è così. Basta vedere i giovani, che per trovare lavoro, se ne stanno andando tutti fuori.

D: Come credi possa cambiare la situazione? E cosa può fare il cittadino per contribuire ad una “rivoluzione”?

R: Semplice: cambiare il modo di pensare. Applaudiamo a chi fa qualcosa di veramente utile per il territorio, non a chi per un voto ti regala un lavoro di tre mesi del cavolo, che una volta finiti torni punto e daccapo.

D: Vorresti aggiungere qualcosa?

R: Ci tengo a chiarire che il libro è stato scritto per passione e non per soldi. Cioè, non sono neanche sicuro di riuscire a coprire le spese. Il guadagno sarà una cifra irrisoria. Se avessi voluto guadagnarci non ci avrei inserito dentro, tanto per esempio, 16 foto a colori.

D: Però immagino ti piacerebbe continuare a scrivere, data questa passione. Di cos’altro ti piacerebbe scrivere?

R: Al momento non ho idea proprio. Però ti ripeto, questo genere di libri a intervista mi piace.

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