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“Quando Gli Ulivi Scendevano A Mare”

di Giuseppe Galato

I luoghi, i personaggi, i profumi del Cilento, fra storia e emozione, rivivono nella nuova opera di Enrico Gandolfini.

"Quando Gli Ulivi Scendevano A Mare" rappresenta già dal titolo un nostalgico salto nel passato, in una terra ancora non brutalizzata dall’edificazione e dalla speculazione, quando appunto i maestosi uliveti arrivavano dall’entroterra camerotano, dalle colline di Licusati e Lentiscosa, fino al borgo marinaro di Marina Di Camerota. Quegli ulivi che scendevano a mare prima che fosse realizzata la strada che conduce dalla grotta della Cala alla grotta della Serratura.

Un romanzo sincero, fatto delle esperienze vacanziere dello scrittore bresciano originario del Cilento, di quando ritornava nella patria dei propri genitori emigrati e annusava per quei pochi attimi che costituivano la propria ricongiunzione con le sue origini gli odori della nostra terra.

Ricordi misti alla storia del territorio fatta di Normanni e Saraceni, fatta di personaggi, dallo "scemo del villaggio" agli "amici ritrovati", i luoghi emblematici (il promontorio dello Zancale, Cala della Fortuna, il porto degli Infreschi, Cala Bianca, la Grotta Azzurra, la baia di Lentiscelle) fino ai simboli di libertà come Simòn Bolìvar, rivoluzionario venezuelano che fu ispiratore del Movimento Del 26 Luglio cubano e idolo, tra i vari, di Che Guevara, in barba a chi si ostina ad idolatrare Bolìvar definendosi al contempo "fascista".

E forse il Cilento ne avrebbe bisogno, oggi più che mai, di personaggi come Bolìvar o Che Guevara.

Un affresco di un’epoca andata, forse perduta "grazie" alla mala istituzione, all’incompetenza e al non saper valorizzare quello che la natura e la storia hanno voluto regalarci.

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