“L’oro si è fermato ad Eboli”, tra gli artisti anche una cilentana

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C’è anche una cilentana, l’artista Sara Cammarosano, tra gli artisti della mostra ”L’oro si è fermato ad Eboli”. L’esposizione, inaugurata ieri al Museo Archeologico di Eboli e della Media Valle del Sele alla presenza di numerosissime persone, resterà aperta fino al 15 dicembre, tutti i giorni, con ingresso gratuito. La mostra di valorizzazione dell’arte orafa “L’Oro si è fermato a Eboli: passato, presente e futuro”, fonde il passato con i reperti archeologici già custoditi nel sito, il presente con le creazioni di 20 opere esclusive realizzate da maestri orafi campani e designer provenienti dall’Adi. Si tratta di Uberto Crivelli, Luigi Della Sala, Gaetano Cavallo, Luigi Truono, Gaetano Ferrante, Gerardo Bisogni, Antonio Mazzillo, Rosmundo Giarletta, Gustavo Renna, Vito Di Mieri, Sara Cammarosano, Nicolo’ Della Corte, Antonella Venezia, Alba Rosa Mancini, Stefania Caramanna, Sara Lubrano, Linda Gambero e Carlo Olivari.

Alla inaugurazione ha partecipato anche l’assessore regionale al Turismo, Corrado Matera, che ha avuto parole e considerazioni di grande apprezzamento per il lavoro svolto e le sinergie messe in campo tanto da aver individuato nell’esperienza di Eboli, baricentro di un nuovo sistema culturale e di promozione territoriale, una buona pratica da replicare anche nel resto della regione Campania. Il progetto è, infatti, realizzato in collaborazione tra il Comune di Eboli, la Camera di Commercio di Salerno, la Cna con il presidente Lucio Ronca ( all’inaugurazione anche il presidente nazionale Unione Artistico tradizionale, Andrea Santolini) il Museo Archeologico di Eboli e della Media Valle del Sele, l’Adi e si avvale di importanti partner tecnici come la Banca Campania Centro e Unipol Sai.

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Affidata alla direzione artistica di Rosmundo Giarletta, portavoce regionale degli Orafi campani Cna, la mostra, come ha ricordato la direttrice del museo, Giovanna Scarano, non è semplicemente ospitata nel museo che è, invece, un vero e proprio incubatore dell’evento: le opere di valorizzazione orafa sono esposte in bacheche in un percorso che le immerge nei reperti archeologici, ai quali si sono uniti, in via del tutto eccezionale e per gentile concessione del Museo Mann di Napoli, tre preziose testimonianze provenienti dalla collezione “Gli Ori di Pompei”.Oro, corallo, perle, diamanti, turchesi ma anche materiali meno “scontati” come i gusci dei mitili ed i semi per uccelli compongono i gioielli che possono essere ammirati nella mostra in cui espongono anche il maestro Rosmundo Giarletta, noto a livello internazionale per essere stato l’orafo della famiglia Ranieri di Monaco e Tristan de Le Cardinal, promessa della gioielleria francese e, all’età di 27 anni, già al lavoro prima per Bucheron ed ora per Cartier. «È stata la scuola a segnalarmi alle due prestigiose aziende», ha confessato il giovane orafo francese alla conferenza di presentazione, testimoniando il valore della formazione e della sinergia con le scuole, elemento valorizzato anche dal progetto “L’Oro si è fermato a Eboli”, come ha ricordato nel suo indirizzo di saluto, Alfonso Andria, presidente onorario del Comitato scientifico che monitora I processi ed i passaggi dell’iniziativa.

Prossimi eventi in programma un seminario di gemmologia ( con Paolo Minieri, Presidente International Gemological Institute in Italia e da Francesco Sequino, docente e responsabile distretto Campania e Basilicata International Gemological Institute e Gemtech Istituto Gemmologico) e la presentazione del catalogo. Presente all’inaugurazione il presidente della Camera di Commercio di Salerno, Andrea Prete che in uno slancio di entusiasmo ha suggerito di non fermare l’oro ad Eboli ma di portarlo a Milano, con un’analoga mostra ospitata nei locali di Spazio Campania. La mostra, con ingresso gratuito, sarà visitabile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 16; la domenica dalle 10 alle 13,30 e dalle 16,30 alle 21,30; i sabati di novembre (23, 30) solo pomeriggio dalle 16,30 alle 21,30. A dicembre tutta la giornata come per le domeniche.

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