Grande successo per U’ Presebbio

di Redazione

Via Nazareth, via dell’Annunciazione, Piazza Betlemme. Non sono nuove strade di Marina di Camerota, ma la denominazione che hanno assunto per una sera alcuni scorci del centro storico in occasione di U’ Presebbio. Realizzata dall’associazione Marina 3000, in collaborazione con la parrocchia S. Alfonso, la rappresentazione teatrale della natività di Gesù è riuscita a coinvolgere praticamente tutto il paese. Centinaia i figuranti in costume tipico "marinaro" di inizio 900, decine gli antichi mestieri ricostruiti per l’occasione e, ancora più numerosi coloro che hanno collaborato a vario titolo mettendo volontariamente a disposizione non solo oggetti e costumi, ma anche idee e il proprio tempo.

Grande la partecipazione di spettatori, locali e non, che già dalle 18.00 hanno gremito piazza S. Domenico. Qui,  numerosi posti a sedere e un maxischermo hanno consentito di assistere comodamente e in tempo reale alle scene che si svolgevano negli altri luoghi.

Con la lettura del prologo dell’evangelista Giovanni, alle 19.30 ha avuto inizio la rappresentazione. Dalla ex via Cavalier Sofia (Nazareth), gli spettatori sono stati idealmente condotti fin nella grotta di Betlemme (in piazza S. Domenico) attraverso scene costruite nei minimi particolari. "Non solo per offrire qualcosa di bello da vedere, ma soprattutto per accompagnare nella riflessione sulla nascita di Gesù", affermano alcuni coordinatori del presepe vivente.

Lungo il percorso, dieci pannelli hanno offerto ulteriori spunti di riflessione mediante una sorta di zoommata sia su alcuni personaggi, sia su alcuni elementi che possono solo in apparenza possono risultare scontati.

La scelta dei dialoghi (rigorosamente dal vivo) in dialetto marinaro, non è stata una semplice nota folkloristica, come pure la scelta dei costumi tipici che solo apparentemente potevano contrastare con gli abiti dei personaggi principali: la nascita di Gesù non è un evento lontano nel tempo e nello spazio. Gesù è nato e nasce nella quotidianità della nostra vita. Oggi come cento o duemila anni fa. "Ciascuno di noi così può identificarsi in qualche personaggio del presepe", ha sottolineato il parroco, don Antonio Marotta, in un breve intervento conclusivo.

Tantissimi i giovani impegnati dietro e sulle quinte. Molti dei ragazzi che hanno interpretato i personaggi principali, non hanno mai recitato in pubblico, e nonostante ciò hanno saputo regalare intensità e sorprese. Tanti i giovani, ma ciò che saltava all’occhio è stato che persone di tutte le età hanno collaborato fianco a fianco per la buona riuscita dell’evento: preparato in solo un mese, U’ Presebbio ha richiesto un grande impegno dalla preparazione dei testi, alla costruzione degli scenari; dalla parte tecnica all’ideazione, ma è la dimostrazione tangibile della capacità di sapersi aggregare per uno scopo comune.

Ad impreziosire alcune scene il coro parrocchiale "Bianca Maria Gigi" che, con l’interpretazione del Magnificat e Quanno nascette Ninno, ha saputo coinvolgere ancora di più il pubblico.

Unico neo, un po’ di pioggia che verso la fine ha costretto ad affrettare lo svolgimento e ha impedito a molti di sostare in piazza dove al termine della rappresentazione, presso le osterie del presepe si potevano gustare cibi tradizionali, salumi e castagne arrostite.

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