Mauro Paparella apre il suo laboratorio d’arte a Sapri

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Di Marianna Vallone

Quella di Mauro Paparella è la storia di un artista talentuoso, conosciuto ed apprezzato anche in America. La sua storia si intreccia con Sapri, dove si è stabilito fin da giovanissimo, sebbene le origini beneventane. Il suo laboratorio artistico nascerà proprio nel cuore della sua città, in via Kennedy, luogo in cui l’artista ha già realizzato moltissime opere. Prende così vita il suo ambizioso e concreto progetto artistico, punto di arrivo ma anche di partenza. Perché Paparella e l’arte si sono incontrati per la prima volta da giovanissimo, quando inizia a studiare da autodidatta sperimentando diverse tecniche pittoriche e di arti in genere. Dai primi anni Ottanta e per circa un ventennio produce centinaia di opere ritenute da Paparella “sperimentali”, lontane dalla caratterizzazione artistica che cercava.

L’elenco di artisti che non hanno seguito percorsi “regolari” per diventarlo è lungo: Van GoghHenri Rousseau o Antonio Ligabue sono tra quelli che in molti casi, hanno fatto le attività più disparate prima di scoprire la pittura e che, poi, hanno imparato da autodidatti, conoscendo altri artisti, confrontandosi con la critica. Talento innato, tenacia, costanza e curiosità superano spesso gli studi e le tecniche che, in fondo, possono sempre essere raggiunte. Paparella per anni ha pensato che quella dell’arte potesse essere solo una passione intima, un rifugio dell’anima o forse un sogno da tenere chiuso nel cassetto. Fino a quando spinto da persone care ha rotto gli indugi e ha deciso di presentarsi al pubblico. Contatti con le gallerie importanti, inviti a mostre e i naturali sviluppi di un talento, oltre alla necessità di spazi ampi per lavorare lo hanno spinto ad aprire il laboratorio. Punto di arrivo ma anche di partenza, perché sebbene nel portfolio dell’artista ci siano esposizioni, anche oltre Oceano, premi di critica e importanti lavori, «resterà sempre una passione – ha detto – è quello che permetterà all’arte di non spegnersi».

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Sapri diventa ora un riferimento dell’arte contemporanea. La città è la stessa che ha dato i natali ad Angelo Accardi, tra gli artisti più apprezzati nello scenario internazionale, a cui lo stesso Paparella è molto legato.

Il sole è l’elemento comune delle sue opere e la compagna la sua musa ispiratrice. Sempre alla ricerca di nuovi materiali su cui dipingere, anche in digitale. «Non riesco a concepire la mia arte immaginando di realizzare le mie opere sempre allo stesso modo – ha detto – La mia curiosità mi spinge a ricercare forme e materiali sempre diversi, talvolta spingendomi anche verso azzardi non convenzionali e poco commerciali. Passo a dipingere sul legno, su plexiglass, o sulle cornici, su improbabili supporti di metallo, utilizzando forme particolari, cercando di regalare al dipinto una accogliente dimora».

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