Montecorice, revoca assessori: «Atto ignobile e sleale»

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di Antonio Vuolo

A due giorni dall’azzeramento della Giunta comunale, i due assessori revocati dal primo cittadino Pierpaolo Piccirilli, ovvero Pasquale Tarallo e Filomena Lamanna, escono allo scoperto con un comunicato stampa congiunto per rispondere alle accuse mosse dal sindaco nel decreto di revoca dai rispettivi incarichi in Giunta. “L’atto di revoca poteva consistere in una sola frase, ovvero essendo venuto meno il rapporto di fiducia revoco i due assessori – spiegano i due – Invece, il sindaco ha imbastito un vero processo, incentrato su un solo punto (peraltro tutto montato ad arte) e aggiungendo un’accusa di cui dovrà rispondere nelle sedi opportune. A questa accusa si aggiunge una valutazione politica del tutto pretestuosa e infondata oltre che alla totale mancanza di motivazioni giuridico/amministrative peraltro mai cercate né richieste ufficialmente”.

Il sindaco, infatti, nel provvedimento di revoca, ha tirato in ballo un presunto conflitto di interessi su un progetto comunale da parte dei due assessori, facendo riferimento anche a un procedimento giudiziario in corso. “Dopo la manifestazione di interesse, di competenza del RUP ( Responsabile Unico del Procedimento), ci sono state varie adesioni, ma alla fine, senza escludere nessuno e per motivi personali, sono rimaste solo 3 richieste : la mia, della cognata dell’assessore Lamanna e di un altro privato e sono state tutte e 3 ammesse a finanziamento – fanno chiarezza nel comunicato – Il terzo privato una volta ammesso a finanziamento ha ritirato la sua richiesta il che significa che se non ci fossero state le altre due richieste ( quelle ‘incriminate’) si sarebbe perso il finanziamento pubblico. Quindi al contrario di quanto si fa credere il finanziamento pubblico si ha solo grazie alla presenza di queste due richieste e non il contrario”. Ma non finisce qui. I due raccontano, inoltre, della denuncia del RUP che, dopo aver espresso parere favorevole all’approvazione del progetto stesso, si è recata in Questura per denunciare la partecipazione dei due assessori all’approvazione in Giunta del Progetto pubblico definitivo- esecutivo in questione per cui “io e l’assessore Lamanna – aggiunge Tarallo – ci troviamo sottoposti a procedimento penale verso il quale nutriamo, per i fatti e i motivi finora esposti, la più completa fiducia di essere assolti”.

Quindi, rincarano la dose: “A noi sembra abnorme ed assurdo e del tutto sproporzionato che per un solo atto di Giunta ci si debba dimettere o si debba essere revocati aprendo di fatto una frattura in maggioranza e una crisi politica. Sindaco e segretaria dovrebbero essere in grado di sapere come si fa e si procede in un caso come questo perché negli iter e procedure amministrative non può esistere un ‘vuoto’ e non può essere che per un solo atto si cambia la Giunta e si apre una crisi politica dalle conseguenze imprevedibili.

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