Patty Pravo ammalia il Cilento

di Raffaele Galato

Gli anni ’70 sono un ricordo lontano. L’entusiasmo del pubblico, il carisma di Patty sono gli stessi, ma le energie, purtroppo, … no. Si vede (e si sente) in platea e sul palco!

Comunque … sempre grande Nicoletta, sempre carismatica, sensuale, trascinante, grande professionista. Sabato 31 luglio, sulla spiaggia di Sapri, con i suoi pezzi più famosi e qualche tributo a grandi della musica italiana (Battisti, Vasco, Gli Alunni del Sole) ci ha fatto trascorrere un’ora e mezza tra ricordi, sogni e nostalgie.

Il pubblico va in visibilio ad ogni canzone che ognuno conosce a memoria per averla cantata migliaia di volte con gli amici, ai falò, nelle feste organizzate a casa di qualcuno.

Peccato quelle sedie che non consentono al pubblico di avvicinarsi al palco e di intessere un rapporto più intenso e diretto con l’artista che, si percepisce, cerca il calore coinvolgente dei suoi fans.

Suggeriamo agli organizzatori di tutti i concerti di piazza di prevedere, per chi vuole partecipare seduto, delle tribune ad una adeguata distanza dal palco che consentano, a chi preferisce, di assistere comodamente seduti allo spettacolo lasciando, però, la possibilità agli altri di avvicinarsi sotto al palco per dare sfogo a tutto l’entusiasmo del momento.

A noi che alla fine degli anni ’60 eravamo ragazzini e sognavamo, da lontano, il Piper come luogo di libertà, trasgressione e ribellione resta un po’ di amaro in bocca per il rifiuto di regalarci pezzi quali “Qui E Là” o “Ragazzo Triste” che hanno incarnato per i “ragazzi” della mia età la voglia di cambiamento di abitudini e regole che ritenevamo vecchie e repressive.

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