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In duemila alla fiaccolata, messaggio di Napolitano

di Federico Martino

Passa alla direzione distrettuale antimafia di Salerno diretta dal procuratore Franco Roberto l’inchiesta sull’omicidio del sindaco Angelo Vassallo di 57 anni ucciso domenica notte a poche decine di metri da casa. La decisione è stata presa al termine di un vertice che si è tenuto in Procura a Salerno e al quale hanno preso parte oltre al procuratore Roberti anche il procuratore di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo, il procuratore aggiunto Alfredo Greco, il comandante provinciale dei carabinieri Antonino De Marco, il capitano di Vallo della Lucania Andrea Campa. Alle indagini parteciperanno anche i carabinieri del Ros e del Ris una cui squadra arriverà nel salernitano nelle prossime ore per studiare ed eventualmente acquisire nuovi reperti sulla scena dell’omicidio. La pista camorristica a questo punto delle indagini è diventata la principale per gli inquirenti salernitani che intendono fare chiarezza  "nel più breve tempo possibile sull’efferata esecuzione del sindaco Vassallo", spiega un investigatore.
Alcuni dei testimoni ascoltati nella giornata di ieri probabilmente verranno nuovamente interrogati. Al vaglio anche le dichiarazioni di Claudio Vassallo fratello del sindaco ucciso,
che proprio oggi ha rivelato che "Angelo, prima di essere ammazzato, mi aveva detto che personaggi delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili.
Ci sono delle lettere scritte sia al comando provinciale, sia al comando centrale a Roma senza alcuna risposta". "Mio fratello è stato lasciato solo, abbandonato. Le piste da seguire secondo me – ha aggiunto Vassallo – sono o gli interessi sul porto o i problemi che ci sono stati questa estate con la droga ad Acciaroli. Lui ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine e non glielo hanno dato".

Intanto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato all’amministrazione comunale di Pollica, in provincia di Salerno, esorta tutte le istituzioni
a "stringersi intorno alla famiglia della vittima e alle forze dello Stato, chiamate a far luce sull’accaduto e ad affermare le ragioni della giustizia".
 Il Capo dello Stato desidera far giungere ai cittadini di Pollica la sua "profonda commozione e solidarietà per il barbaro crimine dell’assassinio di Angelo Vassallo, che da sindaco aveva dedicato le sue energie e il suo impegno alla tutela della legalità in difesa degli interessi della popolazione". E c’è commozione nella cittadina: serrande dei negozi abbassate e una fiaccolta per ricordare il primo cittadino.
Oltre duemila persone (considerando che il centro conta 2.500 abitanti) sfilano tra le strade. Due cortei sono partiti questa sera, uno dalla casa comunale,
l’altro dal Porto di Acciaroli, frazione di Pollica. I due cortei si sono incontrati e riuniti in un sol corpo per poi dirigersi nuovamente in direzione del Porto.
Davanti a tutti, in lacrime, una dei due figli di Vassallo detto ‘Pescatore’ per la sua passione per il mare, Giusy. Tra i partecipanti numerosi sindaci dell’area cilentana e del salernitano.
C’è anche il vicesindaco di Pollica Stefano Pisani, in lacrime.
Ci sono i gonfaloni innalzati dai vigili urbani dei rispettivi comuni di appartenenza. Donne, bambini, anziani mentre i sindaci indossano la fascia tricolore.

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