XIII edizione della Settimana della Cultura. Vallo di Diano un patrimonio culturale da difendere, intervista a Giovanni Alliegro sindaco di Padula

Nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed in seno alla XIII edizione della Settimana della Cultura quale occasione migliore per affrontare e discorrere di questioni e problematiche relative a tutela, valorizzazione e promozione del nostro patrimonio storico, artistico ed archelogico.

Di ciò si è argomentato con Giovanni Alliegro sindaco della città di Padula, trascorrendo con lui una giornata all’insegna dell’economia del domani, la Cultura.

L’incontro è avvenuto intorno alle 10:00 nel piazzale antistante il Sacrario dei Trecento.

Poi l’attesa, autorità, ressa popolare ma soprattutto la sacralità dell’attimo commemorativo poco si addicevano ad una intervista.

Decido allora, saggiamente, di attendere: il caldo asfissiante non era di compagnia.

Finalmente, al termine dell’interessante Convegno “Territori, culture, nazione: le tradizioni politiche nel Risorgimento salernitano”, l’incontro.

Dopo i soliti convenevoli di forma diamo il via ad una interessante chiacchierata dai toni decisamente amichevoli.

D: Settimana della cultura: quali sono dal suo punto di osservazione le problematiche che dovranno essere affrontate?
R: La settimana della cultura è un’occasione importante, ci consente di affrontare problematiche comprensoriali, provinciali ma anche e soprattutto nazionali.
Ogni territorio ha una sua realtà, delle sue problematiche ma  anche e soprattutto sue potenzialità. Ritengo, quindi, necessario focalizzare l’attenzione su quelle che sono le problematiche del comprensorio Vallo di Diano connesse alla funzione svolta da Provincia e Regione Campania, in quanto la promozione e valorizzazione dei nostri beni culturali ha avuto nell’ultimo anno e mezzo una decisa inversione di tendenza, naturalmente in senso, decisamente, negativo.

D: Come valorizzare al meglio, allora, l’immenso patrimonio culturale di questo comprensorio? Quali gli errori commessi?
R: A tal proposito desidero fare una breve premessa, ragazzino fui consigliere comunale poi assessore, vicesindaco, sindaco nel 1988 e nuovamente nel 2001, quindi posso affermare con sicurezza di conoscere almeno un po’ (sorride), la storia politica del Vallo di Diano anche in riferimento a ciò che concerne il collegamento con gli organismi sovracomprensoriali, in particolare provinciali e regionali.
Ritengo opportuno, allora, porre subito un paletto il 2001, è l’anno, a mio parere, della riscossa dei nostri territori, perché con Agenda 2000, i fondi POR ed il loro utilizzo e programmazione avviene la svolta. Una svolta voluta dalla tanto ingiuriata amministrazione Bassolino che però ha desiderato e voluto togliere dall’isolamento i nostri territori e valorizzarli. 
Dal 2001, allora, si è registrata un’attenzione in quello che ho sempre ritenuto essere un territorio cerniera, un comprensorio posto ai confini con la Basilicata, ai margini della Campania, ed ai margini della provincia di Salerno. È da questo momento che la valorizzazione dei Beni Culturali di questo comprensorio diviene il perno di ogni fare politico, in considerazione dell’importanza del patrimonio storico, artistico, archeologico che questo territorio possiede, ed ecco allora che la Certosa di San Lorenzo viene inserita tra i cinque più importanti attrattori turistici regionali insieme a siti quali Paestum, Velia, Pompei e Reggia di Caserta.
Questo importante passo in avanti, questa presa di coscienza, ha comportato un notevole afflusso di fondi che non hanno interessato solo i monumenti in quanto tali, ma attraverso i PIT cioè i piani integrati territoriali, si è registrato un netto decollo del territorio in materia di promozione e valorizzazione.
I fondi destinati ai PIT Certosa Vallo di Diano, per fare un chiaro esempio, sono serviti, innanzitutto, al recupero della Certosa ed alla sua valorizzazione a livello nazionale ed internazionale, anche attraverso l’utilizzo di spettacoli e manifestazioni nei quali essa stessa fungeva da splendida scenografia, non ultimo quello di Bonito Oliva, evento tanto insultato da alcuni, quando c’era l’amministrazione Bassolino, salvo poi vederne vantare l’importanza, e ciò lo riferii in Provincia ultimamente, proprio da quelle forze politiche che all’epoca lo stroncavano e s’incatenavano davanti alla Certosa.
Con queste manifestazioni si è cercato di coniugare nuovo e antico, una sorta di commistione che io personalmente ho sempre sostenuto ed abbracciato.
Continuando il discorso, dicevo, proprio a seguito dei PIT, è stato possibile ottenere un importante recupero dei beni culturali del Vallo di Diano comprensivo dei suoi centri storici. Un chiaro esempio è dato dal Battistero di San Giovanni in Fontis, di recente acquisito a patrimonio culturale di Padula.
Trattasi di un monumento che storicamente è forse più importante della Certosa stessa e che io in veste di sindaco ho consegnato, per la gestione, alla chiesa in quanto ritengo che quello sia il luogo ove ebbe origine il Cristianesimo in Italia.
La parabola storica dei beni culturali e della cultura in genere del Vallo di Diano raggiunge il suo culmine in questo periodo, un periodo nel quale noi amministratori ci siamo sentiti parte di una regione e orgogliosi di appartenere a quella regione, ma adesso la situazione sta nettamente mutando nel senso che non si vede nulla, infatti quelle che erano le progettazioni della precedente amministrazione regionale sembra che debbano venir revocate.
A tal proposito mi preme ricordare che noi abbiamo realizzato un progetto con Padula capofila, un progetto con bando pubblico per un importo di 10 milioni di euro finalizzato a porre a sistema l’intero patrimonio culturale del Vallo di Diano.
Progetto bellissimo per il quale siamo arrivati secondi ottenendo il 100% del finanziamento richiesto, ma stranamente pare che questa nuova giunta regionale stia per revocare il tutto, ciò rappresenta un vero attentato per le nostre zone.
All’epoca si era creata una totale sinergia tra tutti i comuni del Vallo di Diano intorno alla Certosa di San Lorenzo, da qui infatti doveva partire un percorso culturale che conduceva ai siti storici più importanti del Vallo di Diano.
Una parabola negativa quindi, quella della tutela e valorizzazione dei beni culturali di questo comprensorio che mi auspico inverta la sua tendenza, ben vengano quindi le Settimane della Cultura anche perché ci consentono di ricordare questi infausti eventi onde evitare che iniziative e progetti di spessore vadano in qualche modo penalizzati.  

D: Per Padula cosa ha significato celebrare l’Unità d’Italia?
R: È un giorno bellissimo, mio desiderio e di tutti coloro che con me hanno condiviso questo momento è stato quello non di celebrare sterilmente il passato, ma dare con esso un senso al nostro futuro.
L’Unità d’Italia oggi si da come scontata, e giusto e bene ha fatto il nostro Presidente della Repubblica a richiamare tutti, in particolare le periferie, i Sindaci le scuole a discorrere a lungo su questo tema in quanto è giusto che ci si renda conto del grande sacrificio che i nostri avi hanno fatto per poter giungere ad una piena unità del nostro paese.  
È giusto, inoltre, che quelli che erano i principi ispiratori di coloro che materialmente hanno fatto il Risorgimento venga in qualche modo trasmesso alle giovani generazioni perché è a loro che toccherà festeggiare i 200 anni dell’Unità d’Italia.

D: Giovanni Alliegro sindaco di Padula: presenti la sua città al grande pubblico.
R: Padula è uno scrigno di arte di storia e di cultura, sono innamorato del mio paese altrimenti non avrei fatto per tanti anni l’amministratore (ride) sono orgoglioso delle cose che ho fatto, tantissime, che sono servite soprattutto negli ultimi 10 anni a riportare Padula finalmente alla ribalta.
Il patrimonio storico artistico di Padula però, ricordiamolo, va oltre la Certosa in quanto noi come amministrazione, in questi anni, abbiamo operato un recupero sistematico del centro storico che forse rappresenta uno dei più bei centri storici del territorio e non solo, cercando di valorizzare quelli che sono gli aspetti e i momenti che hanno segnato la storia, l’arte, l’archeologia di Padula. 
Si va dalla storia dei Trecento, al Museo Joe Petrosino, per il quale è stata recuperata l’intera area attigua, li, infatti, in precedenza vi era una discarica; l’intero percorso delle chiese, dei palazzi storici, presso i quali abbiamo apposto delle lapidi commemorative che andremo a scoprire nel corso delle celebrazioni di questa giornata, e soprattutto a breve dovremo inaugurare il Museo Multimediale.
Allestito dal prof. Mangoni, propone i percorsi storici del Vallo di Diano.
La sua peculiarità però è  l’interattività infatti, attraverso l’utilizzo di cinque pannelli sarà proposto una sorta di processo interattivo a personaggi del calibro di Pisacane, Garibaldi, Anita, chi li accusa, chi li difende, il visitatore potrà così interagire con essi, asserendo se a suo giudizio saranno colpevoli o innocenti oppure potrà addirittura lasciare una propria opinione che verrà, naturalmente registrata e valutata dal comitato scientifico se degna di esser inserita o meno in questo processo virtuale.
Devo confessare però con rammarico la mia irritazione causata dall’impossibilità di inaugurare a breve questo eccezionale Museo, perché la Regione Campania non liquida l’ultima tranche per la società che in tal modo è impossibilitata materialmente ad avviare questo museo, quindi forse non so se riuscirò ad inaugurarlo in questa fase oppure fra un due o tre mesi, in realtà non so quando.
C’è, infine, la parte archeologica, l’area di Consilinum che è stata recuperata con una parte dei fondi PIT, in essa e grazie ad essa, si comincia ad individuare il luogo dove ebbe origine Padula, quindi siamo all’avanguardia anche in questo senso.
Qui c’è tanto da vedere, c’è tanta storia, tanta cultura e tanta gioia di valorizzarla.